Achterland reborn

REGGIO EMILIA. Ricostruire il passato dentro il presente per riflettere sull’oggi. Apre molte finestre di riflessione la ripresa da parte di coreografi del nostro tempo di pezzi del loro repertorio. Lo abbiamo constatato ancora una volta ieri sera, al Teatro Valli di Reggio Emilia, per il Festival Aperto, dove Anne Teresa De Keersmaeker e la sua compagnia Rosas hanno riproposto Achterland, spettacolo del 1990 su musica dal vivo di György Ligeti e Eugène Ysaÿe cucito su un rapporto lavoratissimo tra partitura musicale e differenza di scrittura al maschile e al femminile. Intervista con Anne Teresa a questo link recuperabile sul sito della compagnia. 

Sabato ne scrivo su il manifesto, ma intanto date un occhio a questo trailer. Eravate al Valli come me? Scrivetemi cosa avete pensato del lavoro. 

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Nureyev, il film

Un uomo e la sua arte, in dialogo costante con la storia del suo tempo. Nureyev, il genio ribelle che danzava per la libertà scritto e diretto da Jacqui e David Morris, è un film potente, ben girato, ben montato, ha un pensiero che lo anima. 

Cosa lo distingue? La bellezza di viaggiare dentro la grandezza di un artista per cui la danza non è mai unicamente perfezione estetica, ma sangue, tenerezza, brutalità, passione, dedizione totale. Regia ottima e montaggio battente con dissolvenze che hanno un senso forte nella narrazione perché intrecciano immagini di repertorio del balletto con filmati d’archivio sulla Russia in piena Guerra Fredda, ma anche sull’America degli anni Sessanta, su Londra, Parigi e tanto altro. 

Coreografie inedite di Russell Maliphant che servono da filo rosso tra i filmati storici, che traducono in movimento alcuni passaggi fondamentali della vita di Rudy, come il famoso momento in cui scelse di lasciare la patria per l’Occidente nel 1961.

L’unico a vedersi in volto durante un’intervista pubblica è lo stesso Nureyev, elegantissimo con quegli stivali maculati a tacco grosso, le altre voci del film, tantissime, sono tutte over: una scelta che dà al film un favoloso respiro cinematografico. 

Da vedere e rivedere per capire chi era Nureyev, per sentire quel brivido che si provava di fronte a un danzatore chiamato con bell’intuito una pantera umana. Un artista che per la Russia sovietica era ai tempi della defezione un simbolo come Gagarin. Un racconto scandito da cartelli bianchi che sospendono il montaggio con pensieri sull’arte e sulla vita di Shakespeare, Picasso, Yeats e tanti tanti altri. 

Grande spazio alla partnership con Margot Fonteyn come all’unione con Erik Bruhn, finestra dolente, mai da chiudere o dimenticare sul dramma dell’AIDS

L’ho visto ieri pomeriggio al  Ducale di Milano insieme a un centinaio di allievi della Scuola di Ballo / Liceo Coreutico dell’Accademia Teatro alla Scala, una grande emozione: è ancora al cinema solo stasera, distribuito da Nexo Digital in tutta Italia. 

Ne parliamo? 

 

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Bolle? Dance your style…

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Spazio alla street dance. Paladino Roberto Bolle. Per la settimana di OnDance ideata per Milano, l’étoile scaligera ha promosso tra i tanti eventi il primo Red Bull Dance Your Style, competizione di street dance, dall’hip hop al vogueing, dal locking al breaking, che ha coinvolto ieri pomeriggio in piazza Duca d’Aosta davanti alla Stazione Centrale 16 ballerini italiani. Battles, come si chiamano in gergo, 1 contro 1, improvvisate sulla musica, giudice il pubblico: protagonisti Babi’, Carlos, Cri Go Go, Imad Bk, Kikko, La B.Fujiko, Ruben, Shorty, Tonini, Joe Frog, Veronica Real, Rada, Mowgly, Silvia Go Go, Sese’, Fanta, nell’immagine sotto tutti insieme con Bolle sullo sfondo. 

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Ad arrivare alla finale due strepitosi danzatori (vedi clip su instagram @francesca.pedroni): Mowgly (al centro in nero a braccia conserte) e Tonini (a sinistra in piedi con cappello nero). Mowgly è Cristian Bilardi, ventiduenne di Reggio Calabria, neo vincitore di Red Bull bc one cypher Italia 2018 e fondatore della Marittima Funk Crew, il suo stile è ipervirtuosistico, campione di break dance con evoluzioni stratosferiche eseguite a terra, in equilibrio sulla testa e su un braccio, fulminee per ritmo e stacchi dinamici.  

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Ma moltissimo ci è piaciuto anche il suo avversario: il giovanissimo Tonini, altro stile, giocato in piedi, articolazioni morbidissime, corpo che viaggia in divertite fluidità, grande originalità di movimento. Il ragazzo è di Modena, si chiama Filippo Tonini, ha 19 anni, danza da quando ne ha 8. Da seguire!

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Tra Mr. B e Wayne McGregor la stagione 18/19 della Scala

È con il guizzo fiabesco dello Schiaccianoci di Mr. B, ovvero di George Balanchine, che si aprirà la prossima stagione di balletto del Teatro alla Scala diretta da Frédéric Olivieri. Una nuova produzione che porta la firma per scene e costumi di Margherita Palli dal classico natalizio sulle immortali note di Ciajkovskij che Mr. B. firmò nel 1954 per il New York City Ballet. Uno Schiaccianoci che come nell’originale di Petipa e Ivanov del 1892 vede protagonisti del racconto di Hoffmann due bambini guidati nel favoloso mondo dei dolciumi dalla Fata Confetto. Anteprima giovani, come ormai è rito del teatro, il 15 dicembre, prima ufficiale il 16, repliche fino al 15 gennaio per la bacchetta di Michail Jurowski.

George Balanchine negli uffici del Teatro alla Scala

George Balanchine negli uffici del Teatro alla Scala foto Erio Piccagliani ©Teatro alla Scala

Secondo titolo del cartellone, una creazione firmata da Angelin Preljocaj: sarà Winterreise (Viaggio d’inverno), capolavoro di Schubert. Olivieri: “Angelin è venuto molte volte a vedere la compagnia, abbiamo in repertorio già altri suoi lavori, e finalmente ora avremo una novità per il nostro Corpo di Ballo. Sarà un pezzo per 25/30 danzatori”. Winterreise si lega al ciclo di balletti da camera che vedrà questa volta al pianoforte James Vaughan (24 gennaio – 9 marzo). 

Wide images showing a scene from Part 2 of Woolf Works the World Premiere by Wayne McGregor and The Royal Ballet @ Royal Opera House. (Opening 11-05-15) ©Tristram Kenton 05/15 (3 Raveley Street, LONDON NW5 2HX TEL 0207 267 5550 Mob 07973 617 355)email: tristram@tristramkenton.com

Woolf Works di Wayne McGregor, foto ©Tristram Kenton 

Aprile porterà al Piermarini uno dei titoli più affascinanti e complessi degli ultimi anni: Woolf Works di Wayne McGregor, creato nel 2015 per il Royal Ballet di Londra con Alessandra Ferri nel ruolo protagonista. Ne abbiamo parlato da questo blog e siamo particolarmente felici che la creazione di McGregor venga riallestita alla Scala per il Corpo di Ballo del Teatro con il ritorno alla Scala di Alessandra Ferri, interprete di raro spessore umano, ospite insieme al Principal del Royal Federico Bonelli. Musica trascinante di Max Richter per uno spettacolo tripartito che con un linguaggio coreografico e scenografico di formidabile inventiva trasforma in visione l’anima di tre romanzi di Woolf (7-20 aprile). 

In linea con l’omaggio in scena in questi giorni a Rudolf Nureyev, torna alla Scala la rigogliosa versione de La Bella Addormentata nel bosco che lo stesso Nureyev debuttò al Piermarini nel 1966. A danzare alla prima sarà Polina Semionova (26 e 29 giugno), mentre Svetlana Zakharova sarà in scena il 5 e 9 luglio.Trattative in corso per gli ospiti maschili, bacchetta di Felix Korobov. “Un titolo”, dichiara Olivieri che sotto la direzione Nureyev danzò all’Opera di Parigi, “impegnativo e utilissimo per il lavoro e la crescita della compagnia”. Lo spettacolo torna in scena nell’allestimento del 1993 di Franca Squarciapino.

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Rudolf Nureyev nell’allestimento della sua Bella Addormentata alla Scala nel 1966. foto Erio Piccagliani ©Teatro alla Scala

Settembre rivedrà in Teatro il capolavoro romantico Giselle nella versione di Yvette Chauviré, con étoile Svetlana Zakharova (17 settembre-8 ottobre). Roberto Bolle danzerà alla Scala in Onegin, intramontabile balletto di John Cranko che rivedrà l’étoile scaligera insieme a Marianela Nuñez dopo il successo di questa stagione (24, 26, 29 ottobre, 2 e 6 novembre).

Roberto Bolle e Marianela Nuñez in “Onegin” foto Brescia Amisano ©Teatro alla Scala

Bolle chiuderà anche la stagione con il ritorno nel Boléro di Béjart in un trittico composto da Symphony in C di Balanchine e Petite Mort di Jiří Kyliàn (date tra il 16 e il 30 novembre). 

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Roberto Bolle in “Boléro” foto Brescia Amisano ©Teatro alla Scala

Ospitalità a luglio con il Tokyo Ballet in The Kabuki di Maurice Béjart e con un secondo programma in via di definizione. 

Per il futuro il sovrintendente Alexander Pereira e il direttore del Ballo Oliveiri hanno anche annunciato di stare lavorando a due prime mondiali i cui dettagli sono ancora top secret ma di cui si sa che nasceranno su partiture di due compositori italiani. Intanto tra settembre e novembre 18 in programma oltre alla già annunciata tournée in Cina, la prima trasferta in novembre del Corpo di Ballo in Australia con Giselle Don Chisciotte. In Australia con i primi ballerini della Compagnia danzeranno anche gli ospiti Maria Eichwald e David Hallberg (Giselle) e Leonid Sarafanov (Don Chisciotte).   

 

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Torinodanza anteprima con Crystal Pite

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  Betroffenheit di Crystal Pite, photo©Michael-Slobodian 

Spetta a Crystal Pite e alla sua compagnia Kidd Pivot catalizzare da stasera l’attenzione sul Festival Torinodanza 2018, con un’anteprima di spicco in scena alle Fonderie Limone di Moncalieri. Contesa artista canadese, ex luminosa danzatrice di Forsythe, creazioni di successo firmate per il Nederlands Dans Theater, il Royal Ballet di Londra, l’Opera di Parigi, Crystal Pite porta al Festival Betroffenheit, spettacolo in bilico tra danza e teatro ispirato a un tragico fatto di cronaca. Pite lo ha messo a punto insieme al drammaturgo e attore Jonathon Young. Il fatto sul quale ruota il lavoro è un dramma vissuto dallo stesso Young che, durante un incendio, perse la figlia adolescente e una nipote sopravvivendo alla tragedia. Betroffenheit in tedesco significa shock trauma, ma anche sbigottimento, costernazione. 

Dichiara Pite: «La storia del trauma vissuto da Young, il suo personale Betroffenheit è al centro di questa avventura. Jonathon mi ha coinvolto nella sfida di utilizzare le nostre discipline artistiche per lottare contro la sofferenza e il suo coraggio mi ha permesso di mostrare coerenza. Sono molto riconoscente per questa opportunità di essere al suo fianco per guardare in questo difficile terreno che è il dolore e di esplorarlo in un onesto processo di creazione.

trailer di Betroffenheit di Crystal Pite per Kidd Pivot

Sono stata sorpresa di constatare la gioia che è nata all’interno di questo progetto e profondamente commossa per la curiosità di Jonathon che si è dato a cuore aperto. Nel corso del suo intenso lavoro di ricerca interiore, ci ha lasciato lo spazio per catturare momenti di grazia». 

Lo spettacolo della durata di 120 minuti è in replica alle Fonderie Limone anche domani, in prima italiana. L’anteprima di Crystal Pite, realizzata dal festival in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino, lancia Torinodanza e la nuova direzione artistica di Anna Cremonini. Il festival si svolgerà poi, come di consueto, tra settembre e dicembre. Tra i primi spettacoli inaugurazione il 10 con Noetic e Icon di Sidi Larbi Cherakaoui, artista associato a Torinodanza per i prossimi tre anni, e The Great Tamer di un altro nome chiave del nostro tempo: il greco Dimitris Papaioannu (20 – 22 settembre).

trailer e foto courtesy of Festival Torinodanza e Kidd Pivot. 

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