where will we dance next week?

Cosa vedrò settimana prossima? Giornata piovosa questo sabato, scartabello l’agenda e scrivo due appunti per chi come me non vive senza andare a teatro. Ondeggio nella settimana per questa volta non in ordine cronologico ma per suggestioni. Che io riesca a farlo tutti i sabati? Intanto pensiamo a questa volta. 

Dubito che perderò Requiem pour L di Alain Platel Fabrizio Cassol. Dove? All’Ariosto di Reggio Emilia per il Festival Aperto sabato 13 o domenica 14. Quattordici musicisti provenienti da diversi continenti attraversano il Requiem di Mozart sulla scorta del jazz, dell’opera e della musica popolare africana. Chiunque abbia amato in questi anni gli spettacoli dei ballets c. de la b., abbia pianto e si sia commosso con l’umanità messa in scena da Platel non mancherà questo spettacolo, che comunque arriverà poi anche al festival Torinodanza.

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Firenze, Teatro Niccolini per il Festival La democrazia del corpo, complice il pupo nudo, si incontrano ancora una volta due maestri della scena di oggi: Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni. Li ho seguiti con passione a Palermo nelle loro sperimentazioni per ben tre appuntamenti nel corso degli ultimi due anni, li ho ripresi il dicembre scorso con la camera, ne uscirà un documentario? Devo. Quando? Non lo so, dipende dalle possibilità di produzione. Però chi non li ha visti, non li perda! Sono l’11, il 12 e il 13. 

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Qui con la partner storica Rihoko Sato, Saburo Teshigawara è ritratto nel suo spettacolo L’Idiota da Dostoevskij che sarà al Comunale di Ferrara il 16 ottobre, ci sarò anch’io, ma se stiamo nella settimana, Saburo è già in Italia prima: alla Triennale di Milano porta l’assolo She danzato da Rihoko sempre negli stessi giorni: il 13 e il 14. Qualità di movimento sopraffina, un uomo e una donna che scolpiscono l’aria con la danza. Difficile sapere dove andare! 

Non mancano poi appuntamenti su appuntamenti al festival MilanOltre, 32a edizione con l’Italia di Manfredi Perego, la novità su Garcia Lorca di Diego Tortelli, più titoli di Simona Bertozzi, le Variazioni Goldberg di Adriana Borriello e ben due lavori di Roberto Zappalà tra cui martedì 9 la Nona di Beethoven. Il 13 ancora su Milano al Franco Parenti Aterballetto presenta il nuovo Nine Bells di e con Valerio Longo, musica eseguita dal vivo da Simone Beneventi, seguita da Pasiphae ancora di Tortelli. Un occhio al calendario è doveroso. Scrivetemi dove andate e commentiamo insieme. 

E il classico? In attesa del dancedrama L’Histoire de Manon al Teatro alla Scala dal 17 ottobre al 2 novembre, se volete che ve la racconti venite in Scala all’incontro del ciclo Prima delle prime (ingresso libero) alle 18 giovedì 11. Sotto Roberto Bolle e Svetlana Zakharova protagonisti del cast d’apertura del balletto (foto Brescia Amisano, Teatro alla Scala) Ce ne è per tutti i gusti questa settimana!

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Milano: Prada e la danza1

Atlante del gesto - Rituale (cicli coreografici) 1“Atlante del gesto” alla Fondazione Prada di Milano, foto Ela Bialkowska, OKNOstudio courtesy Fondazione Prada

Prima attività dedicata dalla Fondazione Prada alle arti performative, Atlante del gesto è un ciclo di azioni coreografiche, frutto di un percorso che Virgilio Sieni, coreografo e direttore del Settore Danza della Biennale di Venezia e di Cango a Venezia, ha portato nella Fondazione milanese tra fine settembre e ottobre e che ha visto la partecipazione di una settantina di persone tra danzatori professionisti e non.

Accompagnato dal vivo dai musicisti Roberto Cecchetto e Michele Rabbia, Atlante del gesto ha coinvolto, oltre ai danzatori della Compagnia di Sieni, giovani, adulti, anziani, bambini, coppie di genitori e figli, gente comune.

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“Atlante del gesto” alla Fondazione Prada di Milano, foto Ela Bialkowska, OKNOstudio courtesy Fondazione Prada

Sieni ha declinato il suo Atlante in cinque partiture di movimento: Origine con le coppie di genitori e figli, Annuncio con corpi ‘angelici’, testimoni del cambiamento che il gesto della danza compie, Gravità in cui i corpi osano abbandonarsi alla terra, Rituale con le dinamiche tra soli e gruppo della compagnia di Sieni, Nudità sulla bellezza di gesti quotidiani.

Un progetto che ci auguriamo essere il primo sulla danza sostenuti e presentati negli spazi della Fondazione Prada a Milano.

 

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RIC.CI a Ravenna Festival


7 minuti con “Duetto” di Alessandro Certini e Virgilio Sieni

La nostra coreografia anni ’80 svetta a Ravenna Festival dal 6 all’8 giugno: apre “Duetto” di Alessandro Certini e Virgilio Sieni (1989) in scena il 6, segue “La Boule de Neige” di Fabrizio Monteverde (1985) il 7, chiude “Calore” di Enzo Cosimi (1982) l’8. Danzano interpreti di oggi, alcuni come Mattia Agatiello e Riccardo Olivier della Fattoria Vittadini di Milano (vedi sopra il trailer di “Duetto”), compagnia coinvolta con la Civica Scuola Paolo Grassi anche in “Calore”, altri dello Junior Balletto di Toscana in scena per il seducente “La Boule de Neige”. I tre spettacoli sono tutti legati a RIC.CI – Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ’80, lungimirante progetto ideato e curato dal critico Marinella Guatterini che insieme a vari coproduttori italiani tra cui lo stesso Ravenna Festival sostiene la rinascita di alcuni dei titoli chiave della danza italiana anni Ottanta.


7 minuti con “Calore” di Enzo Cosimi

Cosa c’è da riscoprire nel trittico? La foga guerriera e rituale della danza in “Duetto”, l’adolescenza e i problemi di identità in “La Boule de Neige”, il furore giovanilistico in “Calore” (vedi sopra il corto). Un progetto in crescita partito nel 2011 che ha già presentato in maggio al Toniolo di Mestre la sua quarta tappa con “Terramara” di Abbondanza e Bertoni. Sul progetto RIC.CI è in corso di lavorazione un documentario prodotto da Classica tv.

www.ravennafestival.org

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