Pina, ricordando Venezia

Pina Bausch a Venezia

Le sinuose camminate in tacco a spillo di Kontakhof, le donne appese al muro di Blaubart, le passeggiate sul tappeto di garofani rosa di Nelken, le sedie sparse e i passi a occhi chiusi di Café Müller, i gomiti spinti contro il ventre de La sagra della primavera, e ancora Viktor e Água,dedicato al Brasile. Un mondo di sentimenti, rapporti umani, danza e vita scorre negli occhi, vibra nel corpo e nella memoria a ripensare a Pina Bausch e a Venezia. Un viaggio partito con il Tanztheater Wuppertal nel 1981 e chiuso nel 2007 in occasione della consegna a Pina Bausch del Leone d’Oro alla carriera della Biennale di Venezia, un viaggio di spettacoli indimenticabili in scena al Teatro La Fenice, grande compagno di questa avventura.

Nelken di Pina Bausch in un'immagine storica a La Fenice di Venezia

In occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Pina Bausch, il Teatro La Fenice la ricorda e la celebra con una mostra fotografica su quei favolosi anni veneziani che sono rimasti nel cuore di tante persone. Organizzata dall’Archivio storico della Fondazione Teatro La Fenice, la mostra è allestita nelle Sale Apollinee del teatro ed è curata da Franco Bolletta, responsabile artistico e organizzativo delle attività di danza della Fenice.

Intitolata Pina Bausch. Gli anni veneziani, la mostra è aperta al pubblico da questa domenica al 14 luglio. Un amarcord da non perdere gustabile attraverso il tradizionale percorso delle visite guidate al Teatro La Fenice e durante tutte le rappresentazioni nella sala di Campo San Fantin. Durante la mostra sarà proiettato in loop il film Pina Bausch di Anne Linsel, coprodotto wdr e Arte, in parte girato negli spazi del Teatro La Fenice.

Nelle due immagini Pina Bausch alla Fenice nel 2007 dopo l’ultima recita di I bambini di ieri di oggi e di domani e uno dei suoi pezzi più famosi e amati, Nelken,in uno scatto storico, sempre alla Fenice, nel 1985.

photo courtesy Teatro La Fenice.

Morganti, danza e vis comica


“Jessica and me” di Cristiana Morganti, prodotto al Funaro di Pistoia

“Jessica and me” è il nuovo, esilarante assolo di Cristiana Morganti, danzatrice storica del Wuppertal Tanztheater di Pina Bausch che dopo il travolgente “Moving with Pina”, torna alla coreografia con un secondo, ottimo, pezzo. “Moving with Pina” era stato creato nel 2010, a ridosso della scomparsa di Bausch l’estate precedente. Un lavoro per ripercorrere con Morganti il mondo di Pina dall’interno.
Lo vedemmo nel delizioso spazio del Centro Culturale Il Funaro di Pistoia, luogo legatissimo al lavoro di Pina Bausch, che accoglie nella sua bella libreria l’Archivio Andres Neumann, custode di materiali preziosi del Wuppertal Tanztheater.

“Jessica and me”, foto@Antonella Carrara

Anche “Jessica and me” si intreccia alla storia del Funaro, che è produttore dello spettacolo e che ha curato la nascita del lavoro. E se il debutto dello spettacolo è avvenuto al Festival Aperto di Reggio Emilia, al Funaro, dove è stato realizzato anche il breve filmato in testa, sarà di nuovo in scena in dicembre l’11 e il 12. Altre tappe già annunciate di “Jessica and me”il 5 dicembre al Teatro Ermete Novelli di Rimini, il 7 alle Passioni di Modena, e poi Perugia (21/2/2015, Auditorium Parco della Musica, a Roma per il Festival Equilibrio (26,27/2), al Teatro Gioia di Piacenza (5/3), all’Astra di Torino il 9 e il 10 aprile.


Cristiana Morganti foto@Claudia Kempf

Di cosa parla lo spettacolo? Della capacità del distacco, dei dolori e della felicità del fare coreografia, dell’elaborazione del lavoro con Bausch da cui partire per trovare, oggi, una propria strada autonoma. Morganti ha un guizzo comico raro nella danza contemporanea, esilaranti sono i suoi drammi adolescenziali, con punte e tutù troppo stretti, intrecciati con gli anni a Wuppertal, la sua vita di oggi, i dialoghi con l’insopportabile, invisibile, giornalista Jessica che parla attraverso un registratorino. Recensito sul numero nuovo di Danza&Danza in edicola e sul Manifesto di sabato scorso.