Tempo di Bayadère

L’appuntamento è il 13 novembre alle 20.15 nei cinema di mezzo mondo: in diretta dal Covent Garden di Londra arriva sul grande schermo La Bayadère nella versione di Natalia Makarova con il Royal Ballet per la distribuzione in Italia della Nexo Digital. La serata è da non perdere per molte ragioni: il cast, con Marianela Nuñez nella parte di Nikija, Natalia Osipova (di cui segnalo la ricca storia di copertina sul numero di Danza&Danza in edicola) nel ruolo di Gamzatti, Vadim Muntagirov in quello di Solor e i confronti a distanza che i cartelloni italiani, europei e russi suggeriscono. 

In settembre è stato un godimento vedere alla Scala in ben tre cast diversi, uno dei quali con il nostro Jacopo Tissi, la versione del grande classico orientaleggiante di Petipa di Juri Grogorivich con un Bolshoi in forma superlativa: ne ho parlato su Danzon e con un pezzo d’apertura della pagina spettacoli sul manifesto (recuperabile per chi lo volesse leggere sul sito del giornale, basta iscriversi). Nella versione al cinema ci sarà anche l’atto del crollo del tempio, che la Makarova ha voluto conservare, assente invece dal taglio di Grigorovich anche se alcune sue parti sono recuperate nell’atto precedente. 

Bayadère in questi giorni (è di nuovo in scena stasera) è alla Staatsoper di Berlino con lo Staatsballet nell’attesa versione di Alexei Ratmanskij che a partire dai famosi quaderni di notazione Stepanov custoditi ad Harvard ha rimontato il capolavoro di Petipa con squisitezze filologiche. Protagonista principale un’altra diva del nostro tempo: Polina Semionova. Ne parlerà sulla rivista Danza&Danza prossimamente da Berlino il direttore Maria Luisa Buzzi

Polina Semionova in "La Bayadère" di Ratmanskij, Staatsballet di Berlino foto Yan Revazov

Polina Semionova in “La Bayadère” di Ratmanskij, Staatsballet di Berlino foto Yan Revazov

Ma anche in Russia è tempo di Bayadère. Sta infatti per tornare in scena al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo dal 14 al 16 novembre la versione di Vladimir Ponomarev e Vachtang Chabukiani. Il 14 Nikjia è Yekaterina Chebikina, Solor Timur Askerov, Gamzatti Yekaterina Osmolkina. Il 15 a danzare sarà Alina Somova con Vladimir Shklyarov e Nadezhda Batoeva, il 16 Ekaterina Kondaurova con Anastasia Kolegova e Andrei Yermakov. Sarò a San Pietroburgo in quei giorni con l’Accademia Teatro alla Scala, ne parlerò! 

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Osipova Polunin top10

Giselle Natalia Osipova Sergei polunin ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala

Ieri sera, insieme alla mia amica e collega Silvia Poletti, sono stata al Teatro alla Scala per il cast inedito Natalia Osipova e Sergei Polunin. Una “Giselle” e una serata memorabile. Ci siamo divertite oggi a stilare la nostra top ten della nuova partnership.

Giselle Natalia Osipova Sergei polunin ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala

  1. Entrata di Osipova/Giselle: la giovinezza e la speranza nel futuro, tutto in quei piedi gioiosi che accarezzano la terra, volando nel sorriso (f.p.)
  2. Il salto sovrannaturale di Osipova e quello felpato e volante di Polunin (s.p.)
  3. La variazione di Polunin/Albrecht, I atto, quando il virtuosismo, l’elevazione sono in naturalezza piena (f.p.)
  4. L’alchimia fisica e artistica tra Osipova e Polunin (s.p.)
  5. Variazione e follia, I atto, di Osipova, musicalità pura che si fa racconto (f.p.)
  6. il primo incontro tra Giselle e Albrecht, II atto (s.p.)
  7. Osipova, II atto: al comando della verbena di Myrtha, il vortice e la follia per la danza che respira, sensuale, nella rinascita dopo la morte (f.p.)
  8. Lo struggimento nostalgico del finale versione Osipova Polunin (s.p.)
  9. La partnership, miracolosa e attuale nel tocco vibrante tra i corpi (f.p.)
  10. Il recitardanzando che rende vivo, assoluto, palpitante, un lavoro di 170 anni fa (s.p.)

Giselle Natalia Osipova Sergei polunin ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala K61A1080 x

bonus di entrambe: le braccia impalpabili e poetiche delle Willi. Brave!

Giselle Sergei Polunin ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala

 foto Brescia Amisano@Teatro alla Scala  (in arrivo altre nei prossimi giorni)

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Scala, Romeo&Juliet


Roberto Bolle e Alina Somova foto Brescia Amisano

Applausi alla bellezza per Roberto Bolle e Alina Somova, al ritorno in Scala di “Romeo e Giulietta”, versione MacMillan. Sulle note di Prokofiev, le due stelle hanno ripercorso l’eterna storia di amore e morte con perfetta partnership, alternandosi con il secondo cast composto da Claudio Coviello e Natalia Osipova. Se di Somova resta negli occhi l’eleganza delle linee, Osipova coinvolge per la passionalità della danza e la teatralità drammatica. Bolle è il Romeo più atteso e danza con quella generosità e inconfondibile presenza che strega il fedelissimo pubblico; Coviello è un Romeo innamorato, incantato e dolente: tra lui e Osipova grande intesa di sensazioni.

Coviello e Osipova foto A. Groeschel
Purtroppo è notizia ufficiale di oggi che Massimo Murru non danzerà le annunciate repliche del 21 e 23 per un problema di salute. Siamo molto dispiaciuti perché il suo Romeo era da vedere e c’era attesa per la sua partnership con Marienela Nuñez. Lo sostituirà il bravo Gabriele Corrado, già in Romeo con Marta Romagna oggi e il 20. Il 18 in scena Nicoletta Manni con Marco Agostino, il 22 la nuova coppia Vittoria Valerio e Angelo Greco.

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Manon, che passione

Natalia Osipova e Claudio Coviello in “Histoire de Manon” (foto Brescia Amisano)

Tornato alla Scala, uno dei balletti culto di Kenneth MacMillan: “Histoire de Manon”, musica di Massenet. Un titolo strappalacrime, ideale per chi ama l’interpretazione. Ieri sera ci siamo gustati la partnership tra Claudio Coviello e Natalia Osipova, che avevamo amato insieme nel “Lago dei cigni” dello scorso luglio.

Coviello ha musicalità e sentimento: due doti che sono la sua fortuna. Come già nel “Lago” l’interpretazione di questo giovane ballerino italiano cresce di variazione in variazione, colpendo per sincerità. Qualche sbavatura tecnica, ma temperamento raro. Braccia stupende e grande tecnica per Osipova, anche se a volte l’estetica supera la partecipazione.

Martedì prossimo vedremo la coppia di star Roberto Bolle e Svetlana Zakharova che ha inaugurato la ripresa il 7. Per Roberto, “Histoire de Manon” è un balletto rodatissimo, Svetlana è tutta da scoprire. Ne parleremo su Danzon appena vista la replica. Dite la vostra attraverso il blog.

Roberto Bolle e Svetlana Zakharova nel secondo atto (foto Brescia Amisano)

Replica del 12 novembre: ci è piaciuto Roberto Bolle, sensibile e appassionato, ricco nelle sfumature del personaggio, un Des Grieux da manuale che Anthony Dowell, primo storico interprete del balletto, apprezzerebbe. Ottima la declinazione delle variazioni solistiche dal primo al terzo atto, nonché dei passi a due (meraviglioso l’ultimo come il primo) e dei momenti di passaggio, in “Histoire de Manon” mai banali, ma sempre sostanziali per comprendere la storia. La partnership con Zakharova si apre alla passione, anche se la nostra étoile ucraina la vorremmo meno principesca nella gestualità del secondo atto: l’abbiamo preferita nel terzo, dove la tecnica si fonde con la tragicità dell’emozione.

 

 

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