Gala di stelle e Vaziev al Bolshoi

 

Roberto Bolle Prototype -ph Luciano Romano

Roberto Bolle in “Prototype” di Massimiliano Volpini, al Gala des étoiles (foto Luciano Romano)

Mentre il pubblico della danza era in attesa di saperne di più sul “Gala des étoiles” che chiude alla Scala il 30 e il 31 l’EXPO, ieri il mondo del balletto è stato scosso dalla notizia che Makhar Vaziev lascerà la Scala per andare a dirigere da marzo 2016 il Ballo del Bolshoi. Ne parliamo oggi anche sulle pagine de il manifesto, a seguito della notizia data nella giornata di ieri dal Bolshoi e dal comunicato diffuso in serata dalla Scala che così si apre: «La direzione del Teatro alla Scala ha appreso da un comunicato del Teatro Bol’šoj che Makhar Vaziev ha accettato di assumervi la posizione di Direttore del Ballo pur avendo firmato un contratto per altri tre anni di Direzione del Ballo del Teatro alla Scala dal settembre 2015 al luglio 2018, contratto perfezionato in data 3 settembre».

Il toto direttore Scala sulla stampa e nell’ambiente è già iniziato, circolano ipotesi e nomi, che spaziano da Roberto Bolle, ancora nel pieno della attività d’étoile sia alla Scala che all’American Ballet Theatre, al coreografo Heinz Spoerli, che ha diretto per molti anni il Balletto di Zurigo, a Frédéric Olivieri, già alla testa in passato del Ballo prima di dirigere la Scuola. Per ora nulla di certo, solo la nota del teatro che così recita: «Il Teatro alla Scala provvederà in tempi brevi alla nomina di un nuovo Direttore del Ballo. Il Sovrintendente, d’intesa con il Direttore Principale, valuterà i candidati che possano corrispondere al grande livello del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala». Alla testa del teatro moscovita Vaziev andrà a sostituire Sergej Filin, il direttore noto alla cronaca internazionale per aver subito un attentato con l’acido per cui ha rischiato di perdere la vista.

light rain2 Lucia Lacarra-Marlon Dino

Confermati tutti gli appuntamenti della Stagione di Balletto già annunciati per i prossimi mesi, sono stati rivelati titoli e ospiti protagonisti venerdì e sabato del “Gala des étoiles”. Diretto dalla bacchetta di David Coleman, il Gala si aprirà con Lucia Lacarra e Marion Dino in “Light Rain” di Gerald Arpino (nella foto sopra), seguito da Melissa Hamilton (nell’immagine sotto, foto di Alice Pennefather), e Claudio Coviello in “L’Histoire de Manon”. Dino e Lacarra danzano anche “Three Preludes” di Stevenson.MANON ©ROH, 2014. Melissa Hamilton Photographed by Alice Pennefather AP2014 MANO7775

Maria Eichwald e Mick Zeni danzano “La rose malade” di Roland Petit, Alina Somova e Leonid Sarafanov “Gran Pas Classique” di Gsovskij. Roberto Bolle non solo danzerà per la prima volta alla Scala l’avveniristico e coinvolgente “Prototype” creato sulla sua storia e carriera da Massimiliano Volpini, ma riproporrà anche il seducente passo a due della camera da letto di “Carmen” di Roland Petit con la rapinosa Polina Semionova (nella foto sotto di Marco Brescia).

Carmen - Polina Semionova Roberto Bolle hp Marco Brescia-Teatro alla Scala IMG_1781L’étoile scaligera Svetlana Zakharova incarnerà un must del balletto di primo Novecento, “La morte del cigno” di Fokine (ritratta nella foto sotto, di Pierluigi Abbondanza), e chiuderà il gala con il pas de deux da “Il Corsaro”, insieme a Leonid Sarafanov.

la morte del cigno Svetlana Zakharova - ph Pierluigi Abbondanza 2 495

La regale prima ballerina della Scala, Nicoletta Manni (sotto nella foto di Marco Brescia ©Teatro alla Scala), interpreterà un cult del virtuosismo, il pas de deux da “Don Chisciotte” con il focoso Ivan Vasiliev, che insieme a Maria Vinogradova danzerà anche il pas de deux da “Spartacus”.

Nicoletta Manni Don Chisciotte - ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala  425_K65A0165 x

Romeo e Giulietta - Massimo Murru - ph Marco Brescia-Teatro alla Scala IMG_6565L’étoile del teatro Massimo Murru (nella foto di Marco Brescia, ©Teatro alla Scala), dopo il recentissimo e felice ritorno in Scala nella “Bella” di Ratmansky con il ruolo pantomimico quanto coinvolgente di Carabosse, lo rivedremo al Gala in un classico ruolo della sua carriera: “Romeo e Giulietta”. Ballerà il pas de deux del primo atto insieme alla toccante Maria Eichwald.

Lo spettacolo sarà ripreso a cura di RAI – Radiotelevisione Italiana e trasmesso il 30 ottobre in diretta nazionale e internazionale e sul circuito cinematografico digitale. Trasmissioni in diretta televisiva: Italia, RAI 5; Repubblica Ceca, Ceska televiza;  Russia, Vgtrk. Trasmissioni in differita televisiva: Slovenia, RTV Slovenija; Giappone, Tohokushinsha. Trasmissioni in diretta nei Cinema: Circuito All’opera in Francia, Paesi francofoni europei e Spagna; Circuito Abramorama in USA. Trasmissioni in differita nei Cinema: Circuito Palace Entertainment in Australia; Circuito SDC Corea in Corea; Circuito Sony in Giappone; America Latina, Inghilterra, Irlanda, Italia.

 

 

 

 

Violoncello in danza con Spoerli

Heinz Spoerli con gli artisti scaligeri foto@Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

Un balletto su musica da camera, per aprire ai ballerini scaligeri nuove opportunità di approfondire la loro danza attraverso un rapporto speciale con la partitura. È questo il desiderio, ha spiegato il sovrintendente Alexander Pereira, sul quale è nata la scelta del secondo titolo di balletto in stagione al Teatro alla Scala da giovedì 5 al 19 marzo (con anteprima straordinaria il 4 a favore di Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro il Tumori): “Cello Suites – In den Winden im Nichts” di Heinz Spoerli.

Nicoletta Manni e Mick Zeni foto@Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

Spoerli, coreografo svizzero che è stato per sedici anni direttore artistico del Balletto dell’Opera di Zurigo e grande cultore di Bach, firmò il balletto nel 2003, sulle “Suites per violoncello solo” n. 2 in re minore, n. 3 in do maggiore, n. 6 in re maggiore. «La mia idea è di portare il balletto classico negli anni Duemila – ha raccontato Spoerli ieri -. Alla Scala ho trovato ballerini in ottima forma e di grande versatilità, anche grazie al lavoro di un direttore del Ballo come Vaziev che ha alle spalle anni di direzione nella compagnia del Marinskij-Kirov. Rispetto alle edizioni precedenti ho aggiunto per la Scala delle introduzioni silenziose. Creano dei momenti di respiro per i violoncellisti, rispondendo alla necessità di separare le tre Suites».

Ogni Suite si compone di un Prélude seguito da Alemanne, Courante, Sarabande, Gigue, alle quali si aggiungono, differenziando la composizione delle tre Suites, Menuet (2a suite), Bourrée (3a suite), Gavotte (6a suite). Danze, quindi, che Spoerli trasforma in visioni in movimento, declinando la tripartizione del balletto in tre colori: il rosso, il verde e il blu.

“Cello Suites” con lo Zürcher Ballett, foto@Peter Schnetz

Una struttura complessiva che si apre e chiude con un assolo maschile, «secondo una forma compositiva della coreografia A-B-A – prosegue Spoerli -, con molti intrecci all’interno, passi a due, terzetti, ensemble». A suonare le Suites in Scala per accompagnare il balletto si alternano i violoncellisti della Scala Massimo Polidori e Sandro Laffranchini. Polidori: «Ai tempi in cui studiavo con Antonio Janigro, un giorno gli portai da sentire una Suite. Ne suonai una parte troppo lentamente. Mi disse: “quando suoni, devi immaginare un ballerino che danza”. Al momento non lo capii, vivevo la musica, come molti giovani musicisti, in modo solo strumentale. Adesso capisco cosa significa vivere le Suites attraverso il balletto. “Cello Suites” è una serata con una duplice veste. Un concerto da vedere, un balletto da sentire».

“Cello Suites” con lo Zürcher Ballett, foto@Peter Schnetz

Tra i protagonisti principali, che coinvolge ogni sera circa 45 persone del corpo di ballo, la luminosa prima ballerina Nicoletta Manni, Claudio Coviello, Mick Zeni, Antonino Sutera. Manni: «È un balletto che dà a tutto il cast possibilità di mettersi in gioco. Per me è stato importante lavorare con il maestro Spoerli. È una musica lirica che dà sensualità al movimento. Ballo con Mick Zeni e anche con Timofej Andrijashenko, un danzatore molto giovane con potenzialità altissime».

Manni e Timofej Andrijashenko foto@Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

Pereira ha annunciato che per le prossime stagioni vorrebbe sempre dedicare una delle tre produzioni di balletto alla musica da camera. «Ho voluto iniziare con Spoerli, perché ha creato, all’interno del suo grande repertorio, vari balletti su musica da camera». Per il futuro dà ulteriori indicazioni. «Ci sono partiture come il “Quintetto della trota” di Schubert per esempio, bellissime da suonare per i musicisti, molto individualistiche, che anche ai ballerini darebbero grandi possibilità di lavorare sui dettagli». Se il balletto di Spoerli è liricamente virtuosistico, la musica da camera potrebbe anche aprire altre variazioni su campo. Pereira: «In Italia i ballerini vanno in pensione a 45 anni. Vorrei che in Scala si ideassero dei titoli ad hoc per i nostri danzatori più maturi, magari anche su musica da camera. Penso a esperienze come quella del Nederlands Dans Theater3». Attendiamo gli sviluppi.

Attorno a “Cello Suites”: oggi alle 18, Teatro alla Scala, Ridotto dei Palchi, conferenza Prima delle Prime, “Bach, per danzare moderno” con Elisa Guzzo Vaccarino. Domani, “Cello Suites” con lo Zürcher Ballett, esce con il Corriere della Sera, per la collana di DVD “I Capolavori della danza”, progetto editoriale curato con Classica HD.