The Idiot? A Ferrara con Saburo si balla Dostoevskij

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Domenica sera. La settimana è finita. Il lavoro umanamente più toccante di questi sette giorni? Requiem pour L di Fabrizio Cassol e Alain Platel (foto Chris Van Der Burght), visto ieri sera al Teatro Ariosto di Reggio Emilia per il festival Aperto. Un affondo sul commiato, l’addio ai nostri cari, la vita e il morire, un lavoro che smuove il vissuto trasformando Mozart in un canto africano di folgorante sensibilità. Ne scriverò sul manifesto sabato prossimo, ma anche qui voglio almeno dire che è un pezzo da non perdere: torna al festival Torinodanza il 30 novembre e l’1 dicembre. Segnarselo in agenda. 

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Nel pomeriggio di oggi altro pezzo firma che ci traghetta nella nuova settimana: She di Saburo Teshigawara con Rihoko Sato, visto alla Triennale di Milano (foto Sakae Oguma). Ne avevamo già accennato settimana scorsa, che assolo! Un ritratto incandescente che attraversa tutte le possibili sfumature del movimento, specchio della mutevolezza della percezione, degli umori, della capacità di vivere il paesaggio in consonanza. Rihoko e Saburo sono poi al Comunale di Ferrara martedì sera per The Idiot da Dostoevskij: con loro incontrerò il pubblico dopo spettacolo e poi qui commenterò. Oggi ho chiacchierato con Saburo in Triennale per cominciare a ragionare sul processo di lavoro dello spettacolo. Un’anticipazione: la fragilità vissuta su due diversi piani è uno dei temi su cui si incontrano nella danza di Saburo il Principe Myškin, l’Idiota del titolo, e Nastas’ja Filippovna. 

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Sempre a Ferrara, lunedì, si danza con Daniele Albanese e la sua compagnia Stalker, in un luogo inconsueto: il Palazzo dei Diamanti, negli spazi espositivi della mostra Courbet e la natura. Birds Flocking II studio (foto Andrea Macchia) è il titolo della performance e coincide con l’anteprima della programmazione di Danza Contemporanea 2018 del Comunale che si aprirà con il già citato The Idiot. La prima tappa l’abbiamo vista a Parma mesi fa, con Daniele e Eva Karczag, danzatrice storica di Trisha Brown: un progetto che vorrei seguire in un doc. In settimana, il 20, ancora a Ferrara, al Comunale, c’è CollettivO CineticO con un pezzo dalle premesse interessanti: lo firma l’israeliano Sharon Fridman che abbiamo visto con piacere quest’estate in scena con la sua compagnia a Opera Estate Festival a Bassano.

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Mercoledì si torna al balletto narrativo del Novecento, al Teatro alla Scala per L’histoire de Manon con Roberto Bolle e Svetlana Zakharova (foto Brescia Amisano Teatro alla Scala). Sul sito tutti i cast, con bei debutti da seguire nei giorni successivi. Chi vuole saperne di più sullo stile coreografico, su cosa significa tradurre in danza un dramma psicologico non si perda il bellissimo documentario della BBC sull’autore del balletto, sir Kenneth MacMillan. Si intitola Ballet’s Dark Knight: sir Kenneth MacMillan. Ne ho parlato nella conferenza sul balletto in Scala giovedì, merita davvero: immagini magnetiche di artisti come Alessandra Ferri, Sylvie Guillem e tanti altri con chicche come una clip da The Invitation. Per vederlo cliccate sopra sul nome del coreografo. MacMillan è anche al cinema questa settimana: in diretta da Londra lunedì nel circuito Nexo Digital al cinema c’è Mayerling.

Per stasera è tutto. 

 

 

 

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Manon, una prima per Parigi

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Bolle e Zakharova in “L’Histoire de Manon” foto Brescia Amisano©Teatro alla Scala

Il sipario della Scala, sabato sera, si è aperto con un minuto di silenzio, una condivisione dolente tra pubblico, artisti, maestranze, direzione del teatro. «Tutti i nostri sentimenti sono con le famiglie, con la Francia… », ha sottolineato il sovrintendente Pereira di fronte allo sgomento, all’orrore per i fatti di Parigi. Una strage in un teatro, «come se qui entrasse qualcuno con un kalashnikov e si mettesse a sparare e uccidere (…). Credo che i tecnici, i ballerini, gli orchestrali faranno tutto il loro meglio per ricordare quanto è successo».

Una recita particolarmente sentita, danzata con sentimento, come vuole del resto il balletto in questione “L’Histoire de Manon”, uno dei titoli più amati di Kenneth MacMillan, musica di Massenet, cast stellare con Roberto Bolle e Svetlana Zakharova. La prima doveva essere giovedì 12, saltata per sciopero, e quindi l’apertura delle recite è slittata a sabato, con gli animi di tutti profondamente scossi dalla strage di Parigi.

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“L’Histoire de Manon” è un balletto tragico, pieno di speranze disattese e di dolore, una storia che corre verso un destino di morte. Zakharova e Bolle hanno attraversato i tre atti con pieno sviluppo dei ruoli, la giovinezza che tutto può del primo atto, il miraggio della ricchezza e la perdizione del secondo atto, la violenza e la fine nel terzo atto. Un racconto che procede tra passi a due pieni di citazioni tra un atto e l’altro, dove l’amore sembra poter vincere su tutto, ma purtroppo la realtà è un’altra. Applausi sentiti e calorosi per i due protagonisti, ma anche per tutto il corpo di ballo, per Alessandra Vassallo (sfavillante nella parte dell’amante di Lescaut), Antonino Sutera (Lescaut), Alessandro Grillo (perfido Monsieur G.M.), per l’orchestra, guidata da David Coleman.

In scena fino al 20 novembre. Il 18 e il 20 a danzare con Claudio Coviello sarà la new entry Sarah Lamb. Cast completi e date sul sito della Scala.

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