Nureyev, il film

Un uomo e la sua arte, in dialogo costante con la storia del suo tempo. Nureyev, il genio ribelle che danzava per la libertà scritto e diretto da Jacqui e David Morris, è un film potente, ben girato, ben montato, ha un pensiero che lo anima. 

Cosa lo distingue? La bellezza di viaggiare dentro la grandezza di un artista per cui la danza non è mai unicamente perfezione estetica, ma sangue, tenerezza, brutalità, passione, dedizione totale. Regia ottima e montaggio battente con dissolvenze che hanno un senso forte nella narrazione perché intrecciano immagini di repertorio del balletto con filmati d’archivio sulla Russia in piena Guerra Fredda, ma anche sull’America degli anni Sessanta, su Londra, Parigi e tanto altro. 

Coreografie inedite di Russell Maliphant che servono da filo rosso tra i filmati storici, che traducono in movimento alcuni passaggi fondamentali della vita di Rudy, come il famoso momento in cui scelse di lasciare la patria per l’Occidente nel 1961.

L’unico a vedersi in volto durante un’intervista pubblica è lo stesso Nureyev, elegantissimo con quegli stivali maculati a tacco grosso, le altre voci del film, tantissime, sono tutte over: una scelta che dà al film un favoloso respiro cinematografico. 

Da vedere e rivedere per capire chi era Nureyev, per sentire quel brivido che si provava di fronte a un danzatore chiamato con bell’intuito una pantera umana. Un artista che per la Russia sovietica era ai tempi della defezione un simbolo come Gagarin. Un racconto scandito da cartelli bianchi che sospendono il montaggio con pensieri sull’arte e sulla vita di Shakespeare, Picasso, Yeats e tanti tanti altri. 

Grande spazio alla partnership con Margot Fonteyn come all’unione con Erik Bruhn, finestra dolente, mai da chiudere o dimenticare sul dramma dell’AIDS

L’ho visto ieri pomeriggio al  Ducale di Milano insieme a un centinaio di allievi della Scuola di Ballo / Liceo Coreutico dell’Accademia Teatro alla Scala, una grande emozione: è ancora al cinema solo stasera, distribuito da Nexo Digital in tutta Italia. 

Ne parliamo? 

 

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