Die tote Stadt, euforia della danza

Al teatro alla Scala per la strepitosa opera di Korngold Die tote Stadt nell’allestimento coinvolgente di Graham Vick la splendida Marietta di Asmik Grigorian inneggia alla vita e alla danza rivolgendosi al suo amante Paul (Klaus Florian Vogt) che si trascina nel culto della moglie morta, Marie. «O danza, o ebbrezza!/ Danzo fino all’ultimo ardore, danzo l’ultimo bacio dell’amore!» Una storia di nostalgia, rimpianto, morte, vita e sogno nella quale il rapporto con la danza si intreccia curiosamente alla citazione di quell’eccitante balletto delle monache al chiaro di luna che nell’opera Robert le Diable ebbe Maria Taglioni (un’altra Marie…) come protagonista e diede l’idea di dare il via all’Opera di Parigi al balletto romantico con La Sylphide. Monache che avevano perso i voti e che da morte tornavano in vita nella notte danzando la seduzione.

Die tote Stadt al Teatro alla Scala

Da vedere. In scena ancora il 10, 14 e 17 giugno.

photo courtesy Brescia Amisano ©Teatro alla Scala.