Cinderella alla Burton

Il trailer dello spettacolo dal sito della Scala, con Semionova e Bolle.

Fine anno è alle porte e il Teatro alla Scala si prepara a festeggiarlo con il ritorno in scena della nuovissima “Cinderella” di Mauro Bigonzetti. Il 30 a giocarsi i ruoli protagonisti, sostenuti al debutto dalle due star Polina Semionova e Roberto Bolle, su cui il balletto è nato, saranno Virna Toppi, già applaudita come sorellastra tutto pepe insieme a Antonella Albano nel primo e secondo cast del balletto, e il giovane Jacopo Tissi, al suo secondo Principe dopo il debutto con Zakharova nella “Bella Addormentata” di Ratmansky lo scorso settembre.

CinderellaPolina Semionova e Roberto Bolle nel ballo del secondo atto. 

Anche il 31 riserva sorprese. Era stato annunciato l’ospite Federico Bonelli, che avrebbe dovuto danzare con Nicoletta Manni, e invece,a  sostenere la parte del Principe sarà il ballerino interno Christian Fagetti. Ci spiace per Bonelli, che è sempre un piacere rivedere in Italia, ma siamo felici per Fagetti.

Cinderella - Nicoletta Manni Christian Fagetti - ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala 178_K65A5474 xNicoletta Manni e Christian Fagetti. 

Nella pomeridiana del 22, Fagetti ha dato prova (ma già lo pensavamo da tempo) di essere un ballerino dotato di guizzo dinamico nella tecnica e nell’interpretazione. Un danzatore da promuovere (è nel corpo di ballo). Il suo Principe inquieto funziona con la coreografia e la partnership con Manni, così delicata e sensibile, crea un intrigante contrappunto.

Ma veniamo alle caratteristiche del balletto che abbiamo visto sia con la coppia Semionova/Bolle sia con Manni/Fagetti (nel primo cast Manni è la Fata Madrina, Fagetti il padre) e già recensito sul manifesto. Semionova è perfettamente a suo agio nello stile Bigonzetti. Gambe sensuali e fisico palpitante, Polina si insinua nelle pieghe del racconto con pienezza di sfumature. La sua partnership con Bolle ha la naturalezza delle grandi coppie. Lo si sente nei passi a due, piuttosto perigliosi con Bigonzetti, tutti intrecci di gambe giocati in punta con i fisici abbracciati, alternati a variazioni solistiche dove Roberto Bolle sfodera la sua proverbiale eleganza e apollinea tecnica. La sua entrata di grand jetés nel secondo atto (nel primo non appare) ne è subito prova. Le due star tornano a danzare il gennaio, il 12, 14 e 15.

Cinderella - A. Albano, S. Ballone V. Toppi - ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala 011_K65A5000 x

“Cinderella” si apre però con altri personaggi: il tiro di matrigna e sorellastre. Bigonzetti le  ingabbia in un abito di ferro alla Kyliȧn (impossibile non pensare agli abiti neri che slittano su rotelle del capolavoro “Petite Mort”). I volti escono dai tre colli rigidi del vestito, le braccia, le mani, la bocca seguono la musica con stilizzata e grottesca pantomima. Stefania Ballone è la matrigna: la sua danza, fatta di punte arrabbiate, di braccia eccessive nel linguaggio, che tagliano lo spazio con turbolenta cattiveria, è frutto di un lavoro sul personaggio nutrito di una feconda collaborazione tra coreografo e interprete. Il suo ruolo è portante nello spettacolo: si aggiudica un fiume di applausi. Meriterebbe una promozione (anche lei come Fagetti è nel corpo di ballo).

Bigonzetti ha seguito la partitura, nessun capovolgimento di storia e di musica come fece per il suo “Romeo and Juliet” ideato per l’Aterballetto. Composta in Russia durante la seconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1944, la “Cenerentola” di Prokof’ev debuttò al Bol’šoj nel novembre del 1945 su coreografia di Zhakarov, un balletto utopico ripreso nel 1946 al Kirov e che avrà poi nel corso del Novecento svariate riletture, da quella britannica, venata di spirito grottesco, firmata nel 1948 da sir Frédérick Ashton, padre del balletto inglese, a quella di Rodrigues che portò il balletto alla Scala e rivelò nel 1955 il talento della giovanissima Carla Fracci, alla Cenerentola hollywoodiana di Nureyev, l’ultima vista in Scala nel 2006 prima della nuova Cinderella di Bigonzetti, per non parlare dell’inquieta versione di Maguy Marin, ballata con il viso coperto da maschere da bambolotto al Balletto di Lione.

Cinderella - Polina Semionova Roberto Bolle - ph Brescia e Amisano Teatro alla ScalaK61A9192

Se la partitura segue il suo flusso, Bigonzetti si è permesso però alcune variazioni e omissioni nel racconto: nessuna scarpina, né zucca, né cenere, al principe resta in mano la veste color fragola della bella Cinderella (costumi di Maurizio Millenotti, scene di Carlo Cerri). Il timbro complessivo della produzione strizza non a caso l’occhio al cinema con certi personaggi alla Tim Burton (la matrigna di Ballone) e alcuni citazioni anche visive che ci legano al Seicento (gli ingranaggi degli orologi della mezzanotte che segnano il tempo) e a certe atmosfere vicine alle fiabe di Basile su cui Matteo Garrone ha fatto il suo fascinoso film “Il racconto dei racconti”. Passi a due espliciti e passionali, tutt’altro che edulcorati come vorrebbero le fiabe alla Perrault.

15 minuti di applausi al debutto, ma anche tanti alla pomeridiana del 22, per i protagonisti e per la compagnia tutta. Coinvolti una cinquantina di ballerini con tanti ruoli di spicco, come le quattro fate delle stagioni, Chiara Fiandra, Lusymay Di Stefano, Antonella Chapkina, Denise Gazzo, la Fata Madrina (oltre a Manni, si è distinta per eleganza Vittoria Valerio, e nei prossimi cast segnaliamo Martina Arduino) e i quattro amici del principe tra cui, sempre magnifico, Claudio Coviello. Perché non provarlo nel Principe? Basta trovargli una Cinderella…

Cast completi e clip sul sito della Scala. Foto di Brescia e Amisano @Teatro alla Scala

 

 

 

 

 

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