Cinderella e il futuro del Ballo

Polina Semionova, Roberto Bolle, Mauro Bigonzetti- prove in sala ph Marco Brescia e Rudy Amisano Teatro alla Scala K61A6463 x

Cinderella dream. Polina Semionova, Roberto Bolle, Mauro Bigonzetti, insieme appassionatamente per la nuova “Cinderella”, pronta a debuttare sabato 19 dicembre al Teatro alla Scala, fresca dell’anteprima Under30 di giovedì 17. Una creazione sostenuta dal sovrintendente Alexander Pereira: «l’apertura della stagione di balletto deve avere la stessa importanza dell’apertura dell’opera», ha dichiarato, «bisogna inaugurare sempre con una nuova produzione e non con una ripresa. E sono felice che sia Mauro Bigonzetti a coreografarla. Sarà diretta da Michail Jurowski, sentirete un Prokofiev molto convincente». Polina Semionova? «La ballerina preferita. La conosco da quando interpretò a Zurigo “Il lago dei cigni”. Con Bolle e Polina la temperatura sarà alta».  Un dream team.

Mauro Bigonzetti in prova alla Scala - ph Brescia e Amisano K61A1764

Mauro Bigonzetti, alla sua quinta produzione per la Scala, gli fa eco: «È un’opera di grande respiro, una partitura impegnativa. Lavoro con artisti come Roberto Bolle e Polina Semionova, un’esperienza di vita oltre che artistica, e con un direttore di orchestra che è anche un grande uomo di teatro. La partitura di Prokofiev, salvo piccolissimi tagli, è tutta coreografata. È un viaggio tra sogno e realtà, una grande favola, un balletto-ballettone, come lo chiamo io, in cui ho lavorato non solo con i protagonisti principali ma con una compagnia di cinquanta ballerini nel pieno dell’energia».

Makhar Vaziev, il direttore del ballo uscente: «Con Mauro abbiamo cominciato a parlare di una creazione alla Scala quattro anni fa. Mi mancava questo titolo di Prokofiev per il ballo. Un lavoro importante per Polina e Roberto, ma anche per la crescita della compagnia».

Cinderella - le prove in sala ph Marco Brescia e Rudy Amisano Teatro alla Scala K65A9228 x

Michail Jurowski, il direttore d’orchestra: «Con Bigonzetti tutti i particolari sono stati discussi. Provo un immenso senso di gioia per come è stato sviluppata la coreografia. Per tutti noi è stata una collaborazione molto armoniosa. La musica non è un giocattolo, è un linguaggio, e la partitura di Prokofiev è sinfonica, una delle migliori del Novecento».

Polina Semionova: «Abbiamo iniziato a provare “Cinderella” in ottobre, partendo da zero. Quattro, cinque ore al giorno. Mauro ha lavorato su di noi, su me e Roberto, come uno scultore. È un’esperienza eccitante essere i primi danzatori in una creazione. Di Bigonzetti ho già interpretato alcuni titoli, il suo linguaggio ha qualcosa di salace e non si tratta solo di combinazioni di passi, ma di un mood che viene dall’interno. E danzare con Roberto è la scelta perfetta».

Cinderella - Polina Semionova e Roberto Bolle ph Marco Brescia e Rudy Amisano Teatro alla Scala K65A5998

Roberto Bolle: «Era da tempo che volevamo fare qualcosa insieme, Mauro Bigonzetti e io, questa “Cinderella” è una bella occasione. Ed è anche la prima creazione a serata intera fatta su di me alla Scala. Ho danzato una sola volta “Cenerentola” nella versione di Nureyev nel ’98-’99, qui alla Scala, e sono molto felice di tornare a questo titolo. In sala è stato bellissimo. Soli, io, Polina, il pianista, e Mauro abbiamo lavorato su ogni singola emozione, una cosa rara, un processo creativo fondamentale. Con Polina è grande amore. Abbiamo danzato insieme la prima volta nel 2001 “Bella Addormentata”, e poi a Londra, alla Scala, a New York, saremo ancora insieme nella prossima stagione del Metropolitan, siamo entrambi Principal Dancers dell’ABT. Ci unisce la stima, un profondo affetto personale, Polina è una perla rara e non solo nel mondo della danza, ma nella vita».

Cinderella - Polina Semionova e Roberto Bolle ph Marco Brescia e Rudy Amisano Teatro alla Scala K61A6113

Gonne, scarpette, personaggi e sacrifici. La nuova “Cinderella” segue la trama della fiaba, ma non ruota intorno alla mitica scarpetta. Il Principe resterà con in mano la gonna della bella, che proverà alle altre fanciulle fino a ritrovare Cenerentola. Bigonzetti: «La scarpina non mi ispirava movimenti coreografici sul corpo, la gonna offriva maggiori potenzialità. Alla Scala ho trovato danzatori e danzatrici di grande bravura e intelligenza e me la sono goduta. Un immenso divertimento è stato lavorare la matrigna con Stefania Ballone, un’artista straordinaria che ci tengo a segnalare, le sorellastre non le ho volute en travesti, sono due bellissime ballerine, una sarà vanitosa, l’altra sempre un po’ brilla. I costumi sono di Maurizio Millenotti e spaziano tra Settecento e Ottocento con un pizzico di modernismo e di colori alla Chagall, le luci, il disegno scenografico fatto di proiezioni è di Carlo Cerri (che per il design video collabora con Alessandro Grisendi e Marco Noviello ndr.)».  Cosa insegna questa fiaba? «Quello che ho sempre pensato fin da quando me la leggeva mia nonna. Per avere il meglio della vita, devi pagare un prezzo. Così è per Cenerentola, che però non ha cenci, né scopa. È una ragazza che ama il fuoco, che è colore e vita. Ma per raggiungere la felicità dovrà fare molti sacrifici».

Cinderella - scena dall'atto I I- di Carlo Cerri -video design Carlo Cerri Alessandro Grisendi Marco Noviello

Il futuro del Ballo. Ma se “Cinderella” è guidata da Bigonzetti, chi diventerà il direttore del Ballo scaligero quando Makhar Vaziev, come è stato annunciato nell’ottobre scorso, se ne andrà al Bolshoi? Il nome dello stesso Bigonzetti è stato fatto più volte come uno dei più probabili. Risponde il coreografo: «Non dovreste chiedere a me, ma al sovrintendente o al direttore. Sono voci, rumors, io sono qua, si sta parlando del cambio di direzione e quindi il primo ad essere additato sono io, ma ufficialmente di richieste non ne ho avute». Ma chi si augurerebbe Vaziev? Non si sbilancia su possibili nomi, è ancora lui al momento il direttore e lo rimarca. «Sono vivo», ha commentato sorridendo, ma perentorio, in conferenza stampa. «Sono ancora il direttore». Che ci stia ripensando?  Comunque sia, mentre la ricerca di un nuovo direttore non si arresta, Vaziev coglie l’occasione per sottolineare bellezze e ombre della vita del Ballo. «Non voglio amareggiarvi. Sono soddisfatto del lavoro e del livello della compagnia raggiunto. Il sovrintendente Pereira ha molto a cuore il Ballo e fa molto per noi. Tre nuove produzioni l’anno e una visione globale di tutto il teatro. Tuttavia ci sono tante difficoltà. Un esempio? Penso a Nicoletta Manni (prima ballerina ndr.), oggi la chiamiamo “regina”, ma quando l’ho invitata, il suo posto era bloccato». Torna alla ribalta il tema scottante dell’età pensionabile dei ballerini, atleti con una carriera non particolarmente lunga, salvo rare eccezioni. Più alta è l’età pensionabile, meno posti sono liberi per giovani danzatori dotati. Vaziev: «All’Opera di Parigi i ballerini vanno in pensione a 42 anni. Da noi bisognerebbe gridare, farsi sentire su questo tema. Non si può aspettare che avvenga il miracolo. L’età pensionabile si è alzata da 45 a 46, cresce a tappe e se si va avanti così salirà ancora. Abbiamo in Scala dei giovani ballerini aggiunti (cioè non stabili ndr.) bravissimi, penso a Jacopo Tissi, Timofej Andrijashenko, Martina Arduino, Gaia Andreanò, per fortuna Angelo Greco sono riuscito a farlo promuovere solista, a loro facciamo fare primi ruoli. Non devono perdere tempo. Non voglio accusare nessuno, le leggi non ci aiutano. Ma cosa accadrebbe se arrivasse un nuovo Roberto Bolle? Spero si troverà una soluzione.» Cast e date di “Cinderella” sul sito del Teatro alla Scala

Foto Marco Brescia e Rudy Amisano @Teatro alla Scala

 

 

 

CondividimiEmail this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Violoncello in danza con Spoerli

Heinz Spoerli con gli artisti scaligeri foto@Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

Un balletto su musica da camera, per aprire ai ballerini scaligeri nuove opportunità di approfondire la loro danza attraverso un rapporto speciale con la partitura. È questo il desiderio, ha spiegato il sovrintendente Alexander Pereira, sul quale è nata la scelta del secondo titolo di balletto in stagione al Teatro alla Scala da giovedì 5 al 19 marzo (con anteprima straordinaria il 4 a favore di Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro il Tumori): “Cello Suites – In den Winden im Nichts” di Heinz Spoerli.

Nicoletta Manni e Mick Zeni foto@Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

Spoerli, coreografo svizzero che è stato per sedici anni direttore artistico del Balletto dell’Opera di Zurigo e grande cultore di Bach, firmò il balletto nel 2003, sulle “Suites per violoncello solo” n. 2 in re minore, n. 3 in do maggiore, n. 6 in re maggiore. «La mia idea è di portare il balletto classico negli anni Duemila – ha raccontato Spoerli ieri -. Alla Scala ho trovato ballerini in ottima forma e di grande versatilità, anche grazie al lavoro di un direttore del Ballo come Vaziev che ha alle spalle anni di direzione nella compagnia del Marinskij-Kirov. Rispetto alle edizioni precedenti ho aggiunto per la Scala delle introduzioni silenziose. Creano dei momenti di respiro per i violoncellisti, rispondendo alla necessità di separare le tre Suites».

Ogni Suite si compone di un Prélude seguito da Alemanne, Courante, Sarabande, Gigue, alle quali si aggiungono, differenziando la composizione delle tre Suites, Menuet (2a suite), Bourrée (3a suite), Gavotte (6a suite). Danze, quindi, che Spoerli trasforma in visioni in movimento, declinando la tripartizione del balletto in tre colori: il rosso, il verde e il blu.

“Cello Suites” con lo Zürcher Ballett, foto@Peter Schnetz

Una struttura complessiva che si apre e chiude con un assolo maschile, «secondo una forma compositiva della coreografia A-B-A – prosegue Spoerli -, con molti intrecci all’interno, passi a due, terzetti, ensemble». A suonare le Suites in Scala per accompagnare il balletto si alternano i violoncellisti della Scala Massimo Polidori e Sandro Laffranchini. Polidori: «Ai tempi in cui studiavo con Antonio Janigro, un giorno gli portai da sentire una Suite. Ne suonai una parte troppo lentamente. Mi disse: “quando suoni, devi immaginare un ballerino che danza”. Al momento non lo capii, vivevo la musica, come molti giovani musicisti, in modo solo strumentale. Adesso capisco cosa significa vivere le Suites attraverso il balletto. “Cello Suites” è una serata con una duplice veste. Un concerto da vedere, un balletto da sentire».

“Cello Suites” con lo Zürcher Ballett, foto@Peter Schnetz

Tra i protagonisti principali, che coinvolge ogni sera circa 45 persone del corpo di ballo, la luminosa prima ballerina Nicoletta Manni, Claudio Coviello, Mick Zeni, Antonino Sutera. Manni: «È un balletto che dà a tutto il cast possibilità di mettersi in gioco. Per me è stato importante lavorare con il maestro Spoerli. È una musica lirica che dà sensualità al movimento. Ballo con Mick Zeni e anche con Timofej Andrijashenko, un danzatore molto giovane con potenzialità altissime».

Manni e Timofej Andrijashenko foto@Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

Pereira ha annunciato che per le prossime stagioni vorrebbe sempre dedicare una delle tre produzioni di balletto alla musica da camera. «Ho voluto iniziare con Spoerli, perché ha creato, all’interno del suo grande repertorio, vari balletti su musica da camera». Per il futuro dà ulteriori indicazioni. «Ci sono partiture come il “Quintetto della trota” di Schubert per esempio, bellissime da suonare per i musicisti, molto individualistiche, che anche ai ballerini darebbero grandi possibilità di lavorare sui dettagli». Se il balletto di Spoerli è liricamente virtuosistico, la musica da camera potrebbe anche aprire altre variazioni su campo. Pereira: «In Italia i ballerini vanno in pensione a 45 anni. Vorrei che in Scala si ideassero dei titoli ad hoc per i nostri danzatori più maturi, magari anche su musica da camera. Penso a esperienze come quella del Nederlands Dans Theater3». Attendiamo gli sviluppi.

Attorno a “Cello Suites”: oggi alle 18, Teatro alla Scala, Ridotto dei Palchi, conferenza Prima delle Prime, “Bach, per danzare moderno” con Elisa Guzzo Vaccarino. Domani, “Cello Suites” con lo Zürcher Ballett, esce con il Corriere della Sera, per la collana di DVD “I Capolavori della danza”, progetto editoriale curato con Classica HD. 

 

CondividimiEmail this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+