Post spettacolo Teshigawara Tristano


“Landscape” foto @Marco Caselli Nirmal

Abbiamo già anticipato qualcosa su danzon del debutto nazionale al Teatro Comunale di Ferrara di “Landscape”, trio con Saburo Teshigawara, Rihoko Sato e il pianista Francesco Tristano. Ci torniamo, perché lo spettacolo merita la recensione.

Tutto comincia dal pianoforte. Tristano, in penombra suona una sua composizione. Classe 1981, cresciuto nell’amore per Bach mixato al graffio della techno e alla rarefazione di John Cage, Tristano ha indubbiamente sensibilità per la danza. Sarà anche un caso, ma in questi mesi ha appena pubblicato l’album “Scandale” per pianoforte a quattro mani, complice la musicista Alice Sara Ott, con più di un’opera legata a doppio filo alla coreografia del Novecento da “Le Sacre du printemps” di Stravinskij a “Shéhérazade” di Rimsky-Korsakov.


Teshigawara, Sato e Tristano foto @Marco Caselli Nirmal

La composizione di Tristano che apre “Landscape” è “Hello”, un saluto, un richiamo d’attenzione fatto suo, d’improvviso, dalla danza di Teshigawara. Pochi istanti di sola musica e un fascio di luce illumina, quasi accecando lo sguardo del pubblico, Saburo. L’uomo è apparso dal nulla, sulla sinistra della scena, davanti al piano e al suo musicista. Fisico minuto, energia che lascia tracce di forme evanescenti nello spazio, Saburo Teshigawara, a 61 anni, ha una qualità che porta lo spettatore dentro il flusso del movimento. Impennate dinamiche, fremiti folgoranti che, nel culmine, si rapprendono in pose magnetiche. L’inizio è folgorante.

Rihoko Sato, collaboratrice storica di Saburo Teshigawara, si alterna nella danza. Corpo femminile, una texture dalla connotazione lirica, seducente nel timbro carezzevole del movimento. La donna appare e scompare, danzando nei mutevoli ritagli di luce che si creano nel buio.

Ma qual è la relazione tra la musica e la danza? Chi guida, chi segue? Saburo ha raccontato nell’incontro dopo teatro che è la musica a dare al suo movimento il ‘timing’, che è tutt’altro che il semplice ritmo, è lasciare che la musica entri nel corpo e ne trasformi la grana, il colore, nella libertà di danzare nel momento, non nel passo prefissato.

Tristano suona Bach, le “Variazioni Goldberg”, “In a Landscape” di John Cage, tre delle sue composizioni, oltre a “Hello”, “Nach Wasser noch Erde” e “Higashi”, e il suo occhio, il suo modo di suonare, non è sguardo rivolto all’interno, è ascolto del corpo in movimento, in un flusso di influenze reciproche di cui si coglie l’intensità. Tristano chiude con Cage e Cage chiude con Rihoko: corpo flessuoso con braccia che sono come rami sottili mossi dal vento. “Landscape” diventa così un titolo che non solo rimanda a Cage, ma che incarna la visione di un paesaggio sonoro e visivo, in cui musica e danza evocano la bellezza metamorfica della natura. Il pubblico, partecipe, applaude lungamente. Allo spettacolo dedicheremo un corto prodotto da Classica HD. Intanto link alla precedente collaborazione nel 2012 in Giappone tra i tre artisti su youtube.
Prossimo appuntamento con Focus Japan, il 4 novembre con “Mishima, L’Angelo del Nulla”, coreografia di Sayoko Onishi, Teatro Comunale di Ferrara.

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