Danzare alla radio? e perché no!

Ieri a Radio3 Suite​ è andata in onda la prima puntata del programma Di che passo sei? ideato da Anna Lea Antolini​ dedicato alla danza e al balletto, una sfida che sotto il graffio divertente della proposta (possiamo visualizzare per radio un passo, una sequenza di danza?) ci fa tuffare con brio e intelligenza nel linguaggio del corpo.

Ospite della prima puntata Ramona Caia, strepitosa danzatrice e coreografa, che qui rivediamo in un estratto da Kore creato anni fa da Virgilio Sieni, direttore della  Compagnia Virgilio Sieni Cango​, assolo citato da Antolini nel suo programma. 

Stasera, verso le 22.30, seconda puntata con Nicoletta Manni, prima ballerina del Teatro alla Scala, ospite ieri sera al Bolshoi di Mosca.

Romeo londinese per Timofej Andrijashenko

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Woolf Works porta fortuna. Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala con fisico da danseur noble (a sinistra nella foto con Claudio Coviello), di replica in replica ha conquistato pubblica e critica sia nella parte del tormentato ex soldato Septimus nel primo atto di Woolf Works dedicato a Mrs. Dalloway che nei passi a due fulminanti del secondo atto ispirato a Orlando. 

Un’ottima interpretazione apprezzata anche da Kevin O’ Hare, il direttore del Royal Ballet di Londra presente alla prima scaligera del balletto. O’Hare non ha perso tempo: Timofej ha ricevuto un invito a Londra per danzare questo 27 aprile e il 4 maggio Romeo e Giulietta al fianco di Melissa Hamilton. I nostri complimenti!

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Nella foto Timofej nell’ultimo Romeo e Giulietta scaligero danzato con la partner d’arte e di vita Nicoletta Manni. Sotto Kevin O’Hare la sera della prima di Woolf Works con Wayne McGregor e i giovani allievi dell’Accademia Teatro alla Scala che hanno danzato nel toccante terzo atto del balletto Tuesday dedicato a The waves di Virginia Woolf. 

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foto Timofej Andrijashenko ©Brescia e Amisano courtesy Teatro alla Scala; foto dietro le quinte con i ragazzi dell’Accademia, nostra.

Woolf Works, ultima replica

C’è ancora solo una replica domani sera per Woolf Works di Wayne McGregor al Teatro alla Scala. Spettacolo straordinario che apre gli occhi su cosa può essere oggi il rapporto tra letteratura e scrittura coreografica, avvolgendo il pubblico in un affondo elettrizzante sul linguaggio della danza e del balletto oggi. 

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Interprete magistrale del primo e terzo atto, rispettivamente dedicati ai romanzi di Virginia Woolf Mrs. Dalloway The Waves è Alessandra Ferri, tornata a danzare nel nostro teatro a distanza di tre anni dall’ultima volta, quando per Capodanno riprese in Scala con Herman Cornejo Romeo e Giulietta. Il pubblico milanese ha però qui avuto occasione di riscoprirne la grandezza interpretativa in un ruolo e in un titolo di svolta dedicato a Virginia Woolf da un coreografo indubbiamente tra i maggiori del nostro tempo.

Con lei, come al debutto al Royal Ballet di Londra del 2015, Federico Bonelli, Principal Dancer italiano della compagnia inglese di fine acutezza linguistica, un danzatore che vorremmo vedere più spesso sui nostri palcoscenici. Sopra un’immagine di Ferri e Bonelli in I now, I then, primo atto del balletto di McGregor dedicato a Mrs. Dalloway e il trailer ufficiale della Scala. 

In questa seconda clip presento lo spettacolo per il ciclo di conferenze la Prima delle prime, organizzate dal teatro con gli Amici della Scala. Molte le immagini. Dalle prove vediamo Ferri insieme al primo ballerino scaligero Mick Zeni, interprete della parte del marito di Mrs. Dalloway, Richard, nel primo atto dello spettacolo; scorrono scatti con vari protagonisti di Woolf Works, il già citato Federico Bonelli in coppia con la scaligera Caterina Bianchi, strepitosa a rendere suo lo stile McGregor nella parte di Mrs. Dalloway giovane, Timofej Andrijashenko, Nicoletta Manni, Christian Fagetti, assoldati nella danza vorticosa e gender fluid del secondo atto dedicato a Orlando. Plauso anche a Claudio Coviello, Agnese Di Clemente, Virna Toppi.

Su danzon avevamo già parlato dello spettacolo da Londra, qui ne ribadiamo l’impatto anche musicale grazie all’eccellente partitura di Max Richter che ha avvolto il teatro con il suo potente mix spazializzato tra esecuzione dal vivo e parte registrata.

Sulla prima volta alla Scala di Woolf Works con i danzatori del teatro lasciamo la parola a McGregor e Alessandra Ferri in due clip, la prima realizzata durante la conferenza stampa di presentazione del lavoro, la seconda in un incontro sostenuto dalla Fondazione Milano per la Scala.

Ed ecco ancora Alessandra Ferri, ospite d’onore l’11 aprile anche della bella serata di gala Opera Dance, sempre organizzata dalla Fondazione Milano per la Scala in teatro e alla quale hanno partecipato oltre a Federico Bonelli, artisti come Marianela Nuñez e Alejandro Parente e primi ballerini della Scala come Manni, Andrjiashenko, Coviello, Virna Toppi. Nell’immagine Ferri, che ha dedicato anche in questa occasione parole di affetto al teatro e a tutte le sue maestranze artistiche e tecniche, sul palcoscenico del Piermarini insieme a Frédéric Olivieri, direttore del Corpo di Ballo del Teatro, e Margot de Mazzeri, responsabile della Fondazione per il balletto. © Tatiana Mazzola

photo courtesy ©Tatiana Mazzola Accademia Teatro alla Scala

Debutto per Preljocaj alla Scala

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È la prima creazione firmata da Angelin Preljocaj per i ballerini del Teatro alla Scala: “Winterreise” debutta al Pierimarini giovedì, ma già domani il balletto è in scena grazie all’anteprima a favore della Fondazione Francesca Rava  – N.P. H. Italia Onlus. L’intero ricavato della serata sarà devoluto all’Ospedale NPH Saint Damien di Haiti, struttura d’eccellenza dedicata alla pediatria progettato e realizzato dalla Fondazione. 

Angelin Preljocaj ha coinvolto nella creazione 12 danzatori: «La “Winterreise” (Viaggio d’inverno) di Schubert è una partitura che amo da tempo. Una meraviglia. Da anni volevo dedicare una creazione a questi Lieder, ma dovevo trovare l’occasione giusta. Quando ho scoperto il progetto del sovrintendente Alexander Pereira dedicato al binomio tra balletto e musica da camera mi sono detto, questo è il momento giusto per “Winterreise”. 

Ho sentito questa partitura, che uso nel suo organico originale per pianoforte e basso-baritono, vicina a “I dolori del giovane Werther” di Goethe, c’è una melanconia simile, come un suicidio al rallentatore. Sento dentro questa musica il desiderio della morte unito alla ricerca della “petite mort”, dell’apice della passione fisica». 

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24 momenti in cui vivere la tristezza e la gioia di un un uomo che sta compiendo il suo ultimo viaggio: un percorso declinato nei 12 danzatori, ambientato in un evocativo giardino d’inverno (scene di Constance Guisset, luci di Eric Soyer) in cui il rimando all’autunno si apre a momenti di esplosione del colore. 

In scena con i dodici danzatori il basso-baritono Thomas Tatzl e, al pianoforte, James Vaughan.

Per saperne di più, oggi alle 22, al ridotto dei Palchi Toscanini l’incontro del ciclo Prima delle prime – Balletto, titolo “Danzatore sono arrivato e danzatore parto” con Marinella Guatterini

Repliche fino al 9 marzo.

Recensirò lo spettacolo sul manifesto di sabato. 

photo courtesy Brescia e Amisano ©Teatro alla Scala

Golden Lion to Alessandro Sciarroni

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Bravo a Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla carriera per la sezione Danza della Biennale di Venezia (Golden Lion for Lifetime Achievement). È il primo italiano a ricevere questo riconoscimento nella storia del Premio dato finora a Merce Cunningham (1995), Carolyn Carlson (2006), Pina Bausch (2007), Jirí Kylián (2008), William Forsythe (2010), Sylvie Guillem (2012), Steve Paxton (2014), Anne Teresa De Keersmaeker (2015); Maguy Marin (2016); Lucinda Childs (2017); Meg Stuart (2018).

Questa la motivazione del Premio: «Performer, coreografo e regista, con alle spalle una formazione nell’ambito delle arti visive e diversi anni di pratica teatrale, Alessandro Sciarroni è un coreografo italiano che crea in risonanza con l’arte della performance. È il direttore d’orchestra dei danzatori e di tutti coloro che, provenienti da diverse discipline, invita a partecipare ai suoi progetti. Costruisce dei concentrati di vita al limite dell’ossessione disponendoli attorno a eventi scelti delle nostre vite fragili e ordinarie. Mette in scena i nostri corpi quotidiani in uno spazio che amplifica l’insistenza a trovare la falla che ci addolcirà e solleverà»

«A performer, choreographer and director, educated in the visual arts and with several years of experience in theatre, Alessandro Sciarroni is an Italian choreographer who creates in resonance with performance art. He is the conductor of the dancers and all of those whom, trained in different disciplines, he invites to participate in his projects. He builds concentrates of life at the limits of obsession, organizing them around events chosen from our fragile and ordinary lives. He puts our everyday bodies on stage in a space that amplifies insistence to find the fault that will soften and relieve us». 

Qui il link al corto che ho diretto e girato a Venezia, realizzato all’interno della serie “dancewords in motion” concepita per l’edizione digitale inglese Danza&Danza International. Intervista di Maria Luisa Buzzi, corto coprodotto con la rivista Danza&Danza. (Here the link to the short I directed and shot in Venice, for the series dancewords in motion conceived for the English digital edition of Danza&Danza International in 2017. Interview by Maria Luisa Buzzi, coproduced with Danza&Danza). 

©photos Andrea Macchia