Deca Dance. il tuo punto di vista


Deca Dance, di Ohad Naharin, foto Gadi Dagon

Virtuosismo, energia, divertimento: tre caratteristiche essenziali di Deca Dance, evergreen firmato dal coreografo israeliano Ohad Naharin che torna in scena in Italia con il suo Batsheva Ensemble. Tre le tappe a partire da sabato 26: si inizia al Comunale di Ferrara, dove lo rivedremo noi, poi tocca al Comunale di Vicenza il 29, chiude il Grande di Brescia il 30. Chi vede lo spettacolo visitando il nostro blog o il sito web del giornale Danza&Danza lasci qui un commento. Ne discuteremo.

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5 pensieri su “Deca Dance. il tuo punto di vista

  1. Tutta la deflagrante energia della giovinezza palpita nel Batsheva Ensemble, propaggine junor della celebre Batsheva Dance Company di Tel Aviv. Un’energia per niente scomposta ma ben incamerata nella ferrea disciplina della danza sotto le direttive del coreografo Ohad Naharin, il quale non si attarda su effetti speciali di luci e messe in scene ma punta tutto sulla dinamica fisicità.
    E’ questa l’idea che suggerisce Deca-Dance, un cocktail di tasselli del repertorio Naharin, riassemblati in un ordine che si scoprirà solo alla fine dello spettacolo perché ogni nuova rappresentazione è rinfrescata da variazioni.
    Si è aperta con questa miscellanea di performances la stagione del Teatro Comunale di Vicenza, la cui rassegna di danza punta in alto, offrendo il meglio che gira oggi nei teatri di tutto il mondo. Interessante la storia di questa compagnia (illustrata nell’approfondito Incontro con la Danza tenuto dal critico e docente Marinella Guatterini), fondata nel 1964 da Martha Graham e dalla baronessa Batsheva De Rothschild che decisero di far nascere una succursale della Martha Graham Company di New York a Tel Aviv, appena sedici anni dopo la proclamazione dello stato d’Israele. L’avvicendarsi nel tempo di famosi coreografi proietta la compagnia in un successo internazionale, mantenuto oggi dal direttore artistico Ohad Naharin, nato nel 1952 in un kibbutz, formatosi prima a Tel Aviv e poi a New York che lascerà in seguito alla morte della moglie per tornare in Israele a dirigere la Batsheva Dance Company.
    I danzatori, tutti di età compresa tra i 18 e i 24 anni, non si risparmiano e regalano al pubblico il massimo delle loro espressive potenzialità, rafforzate oltre che dalle tradizionali lezioni di danza classica e contemporanea, da un quotidiano allenamento basato sulla tecnica Gaga, una ricerca sulle movenze spontanee, semplici e istintive, un’esperienza personale per “sentire” il corpo, liberarne la sensibilità e ricompensarlo dalle fatiche fisiche.
    Tutto questo produce una bravura eccezionale che non insegue la perfezione bensì l’emozione, captata dal pubblico e ricompensata con entusiastici applausi.

  2. Il balletto Deca-Dance non è solo uno spettacolo bensì un “serial” che si avvale di un incastro di coreografie mixate che propongono un’alternanza di situazioni comiche, aggressive, poetiche o a sorpresa, come lo sparpagliarsi dei ballerini in sala per reclutare una decina di ragazze e invitarle sul palco per ballare insieme il Cha Cha Cha De Amor cantata da Dean Martin. Un imprevisto ingaggio molto apprezzato dal pubblico.
    Grandi contrasti caratterizzano il ritmarsi delle coreografie sostenute da mutevoli brani musicali: dal barocco di Vivaldi, al contemporaneo dei Beach Boys, con intrusioni nei canti popolari e nelle cadenze medio-orientali. Ma, siccome Naharin punta tutto sulla corporeità, è soprattutto nei movimenti che emergono le contrapposizioni; velocità e lentezza, fluidità e rigore, naturalezza e automatizzazione, frenesia e immobilità, si alternano, si succedono, s’incalzano per comporre non una particolare storia ma l’eloquente grafia del linguaggio del corpo.

    • Le contrapposizioni dinamiche e umorali hanno caratterizzato fortemente, con l’energia caratteristica, l’apertura italiana della tournée a Ferrara. In questa piazza è stato come sempre sorprendente l’effetto sul pubblico nel momento del coinvolgimento della platea, di cui parli, Cinzia. Non solo ragazze però, ma uomini e donne di ogni età, con belle rivelazioni. Una fantastica signora, a Ferrara, stava sulla scena con una naturalezza commovente e gioiosa. E l’effetto sul pubblico in sala è stato magnifico. Quando, nell’estratto successivo, i danzatori, ballando, hanno urlato insieme, è stato un moto di forza che il pubblico ha percepito condiviso.
      Senz’altro il linguaggio “gaga” ideato da Ohad Naharin, di cui ci hanno parlato alla fine della serata ferrarese Matan David, direttore della compagnia, e Hillel Kogan, direttore delle prove, palpita nella emozione corporea di un movimento di danza che, non certo indifferente al virtuosismo, trova tuttavia la sua ragione d’essere in una verità dell’azione.

  3. Ho visto alcuni brani che compongono “Deca Dance” interpretati da altre compagnie e non vedo l’ora di rivederli, sono veramente mozzafiato.

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