Festival del Silenzio per un equo accesso alla cultura

Ne abbiamo parlato diffusamente sulle pagine di Alias da il manifesto sabato scorso, ma rilanciamo anche qui il Festival del Silenzio un intreccio tutto da scoprire sull’arte segnante nei suoi sorprendenti intrecci con la danza, il teatro, la performance, l’arte visiva. Dal 2 al 5 maggio ci aspetta alla Fabbrica del Vapore di Milano con Fattoria Vittadini, collettivo ideatore del progetto, la direzione artistica dell’attrice segnante Rita Mazza e moltissime proposte da scoprire con artisti italiani e non. Nella clip un tuffo indietro nel 2017, quando il Festival era ancora tutto da inventare ma già in movimento. Cesare Benedetti di Fattoria Vittadini ci raccontò cos’era il Visual Vernacular, tipica forma d’arte della cultura sorda segnante che il 4 maggio nella serata Visual Sign Performances ci farà capire anche perché il festival sostiene una causa giusta con un focus dedicato: l’accesso di lingua e comunicazione in supporto alla LIS (lingua dei segni italiana) e alla cultura segnante e al loro riconoscimento legislativo. Non a caso l’edizione di quest’anno si intitola Equal Access?

 

Danzare alla radio? e perché no!

Ieri a Radio3 Suite​ è andata in onda la prima puntata del programma Di che passo sei? ideato da Anna Lea Antolini​ dedicato alla danza e al balletto, una sfida che sotto il graffio divertente della proposta (possiamo visualizzare per radio un passo, una sequenza di danza?) ci fa tuffare con brio e intelligenza nel linguaggio del corpo.

Ospite della prima puntata Ramona Caia, strepitosa danzatrice e coreografa, che qui rivediamo in un estratto da Kore creato anni fa da Virgilio Sieni, direttore della  Compagnia Virgilio Sieni Cango​, assolo citato da Antolini nel suo programma. 

Stasera, verso le 22.30, seconda puntata con Nicoletta Manni, prima ballerina del Teatro alla Scala, ospite ieri sera al Bolshoi di Mosca.

Romeo londinese per Timofej Andrijashenko

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Woolf Works porta fortuna. Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala con fisico da danseur noble (a sinistra nella foto con Claudio Coviello), di replica in replica ha conquistato pubblica e critica sia nella parte del tormentato ex soldato Septimus nel primo atto di Woolf Works dedicato a Mrs. Dalloway che nei passi a due fulminanti del secondo atto ispirato a Orlando. 

Un’ottima interpretazione apprezzata anche da Kevin O’ Hare, il direttore del Royal Ballet di Londra presente alla prima scaligera del balletto. O’Hare non ha perso tempo: Timofej ha ricevuto un invito a Londra per danzare questo 27 aprile e il 4 maggio Romeo e Giulietta al fianco di Melissa Hamilton. I nostri complimenti!

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Nella foto Timofej nell’ultimo Romeo e Giulietta scaligero danzato con la partner d’arte e di vita Nicoletta Manni. Sotto Kevin O’Hare la sera della prima di Woolf Works con Wayne McGregor e i giovani allievi dell’Accademia Teatro alla Scala che hanno danzato nel toccante terzo atto del balletto Tuesday dedicato a The waves di Virginia Woolf. 

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foto Timofej Andrijashenko ©Brescia e Amisano courtesy Teatro alla Scala; foto dietro le quinte con i ragazzi dell’Accademia, nostra.

Woolf Works, ultima replica

C’è ancora solo una replica domani sera per Woolf Works di Wayne McGregor al Teatro alla Scala. Spettacolo straordinario che apre gli occhi su cosa può essere oggi il rapporto tra letteratura e scrittura coreografica, avvolgendo il pubblico in un affondo elettrizzante sul linguaggio della danza e del balletto oggi. 

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Interprete magistrale del primo e terzo atto, rispettivamente dedicati ai romanzi di Virginia Woolf Mrs. Dalloway The Waves è Alessandra Ferri, tornata a danzare nel nostro teatro a distanza di tre anni dall’ultima volta, quando per Capodanno riprese in Scala con Herman Cornejo Romeo e Giulietta. Il pubblico milanese ha però qui avuto occasione di riscoprirne la grandezza interpretativa in un ruolo e in un titolo di svolta dedicato a Virginia Woolf da un coreografo indubbiamente tra i maggiori del nostro tempo.

Con lei, come al debutto al Royal Ballet di Londra del 2015, Federico Bonelli, Principal Dancer italiano della compagnia inglese di fine acutezza linguistica, un danzatore che vorremmo vedere più spesso sui nostri palcoscenici. Sopra un’immagine di Ferri e Bonelli in I now, I then, primo atto del balletto di McGregor dedicato a Mrs. Dalloway e il trailer ufficiale della Scala. 

In questa seconda clip presento lo spettacolo per il ciclo di conferenze la Prima delle prime, organizzate dal teatro con gli Amici della Scala. Molte le immagini. Dalle prove vediamo Ferri insieme al primo ballerino scaligero Mick Zeni, interprete della parte del marito di Mrs. Dalloway, Richard, nel primo atto dello spettacolo; scorrono scatti con vari protagonisti di Woolf Works, il già citato Federico Bonelli in coppia con la scaligera Caterina Bianchi, strepitosa a rendere suo lo stile McGregor nella parte di Mrs. Dalloway giovane, Timofej Andrijashenko, Nicoletta Manni, Christian Fagetti, assoldati nella danza vorticosa e gender fluid del secondo atto dedicato a Orlando. Plauso anche a Claudio Coviello, Agnese Di Clemente, Virna Toppi.

Su danzon avevamo già parlato dello spettacolo da Londra, qui ne ribadiamo l’impatto anche musicale grazie all’eccellente partitura di Max Richter che ha avvolto il teatro con il suo potente mix spazializzato tra esecuzione dal vivo e parte registrata.

Sulla prima volta alla Scala di Woolf Works con i danzatori del teatro lasciamo la parola a McGregor e Alessandra Ferri in due clip, la prima realizzata durante la conferenza stampa di presentazione del lavoro, la seconda in un incontro sostenuto dalla Fondazione Milano per la Scala.

Ed ecco ancora Alessandra Ferri, ospite d’onore l’11 aprile anche della bella serata di gala Opera Dance, sempre organizzata dalla Fondazione Milano per la Scala in teatro e alla quale hanno partecipato oltre a Federico Bonelli, artisti come Marianela Nuñez e Alejandro Parente e primi ballerini della Scala come Manni, Andrjiashenko, Coviello, Virna Toppi. Nell’immagine Ferri, che ha dedicato anche in questa occasione parole di affetto al teatro e a tutte le sue maestranze artistiche e tecniche, sul palcoscenico del Piermarini insieme a Frédéric Olivieri, direttore del Corpo di Ballo del Teatro, e Margot de Mazzeri, responsabile della Fondazione per il balletto. © Tatiana Mazzola

photo courtesy ©Tatiana Mazzola Accademia Teatro alla Scala