La Scala si racconta al cinema

Il trailer del film “Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie”

Maria Callas, Renata Tebaldi, Placido Domingo, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Riccardo Muti, Claudio Abbado, Daniel Barenboim, il coro, Roberto Bolle. La grande opera, soprattutto la grande musica, ma anche la voce del balletto e dei tanti che hanno scelto il teatro come ragione di vita.

É un viaggio emozionante nella storia del Teatro alla Scala, soprattutto di quella musica che traspira dai suoi spazi, dal palcoscenico alla platea, ai palchi, al loggione, “Il Tempio delle Meraviglie”, docufilm firmato da Luca Lucini, Silvia Corbetta, Piero Maranghi, prodotto da Skira Classica, Arte France, RAI Com e Camera Lucida, distribuito da Nexo Digital, in programma in 200 sale in tutta Italia martedì 24 e mercoledì 25.

É un film da vedere per lasciarsi trascinare nel cuore di un racconto cucito tra preziosi materiali d’archivio e riprese inedite, momenti di fiction, interviste a grandi della scena di oggi e di ieri. Un’emozione da non perdere per conoscere, ma anche per sentirsi orgogliosi, oggi più che mai, della storia di un teatro portavoce della nostra cultura.

CondividimiTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Coviello, commovente Des Grieux

l'histoire de Manon - Sarah Lamb Claudio Coviello ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala a K65A4217 x

Sono finite ieri sera le repliche de “L’Histoire de Manon” alla Scala, nel clima dolente che sta avvolgendo anche la città di Milano e i suoi luoghi simbolo, a ridosso dei drammatici fatti di Parigi. Il teatro, la cultura, la musica, la danza rispondono con la forza vitale della bellezza.

Al primo cast, guidato con inconfondibile convinzione drammatica e unità di movimento dalla coppia Zakharova Bolle, partnership inossidabile come già abbiamo segnalato dal nostro blog, si sono alternati molti altri protagonisti tra i quali una segnalazione particolare va a Claudio Coviello. Il primo ballerino della Scala ha danzato nella parte del Cavaliere Des Grieux per due repliche, insieme a Sarah Lamb del Royal Ballet di Londra.

l'histoire de Manon - Sarah Lamb Claudio Coviello ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala K65A4799 x

Se Sarah Lamb, arrivata a Milano per sostituire all’ultimo Natalia Osipova, ha danzato con sensibilità le sfaccettature del personaggio di Manon dal primo al terzo atto, Claudio Coviello ha dato ancora una volta prova di saper dare verità ai ruoli che interpreta con intelligenza e afflato drammatico. La sua danza dà corpo nel primo atto all’amore sbocciato, nel secondo alla passione dolente, nel terzo al dolore che porta a uccidere e alla disperazione della morte. Un sentimento che cresce, quasi a dispetto del destino avverso incalzante: un sentimento che vive nei passi a due, ma anche nelle ripetute variazioni solistiche sulla diagonale. Variazioni in cui la tecnica è parola dell’anima.

CondividimiTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Manon, una prima per Parigi

l'histoire de Manon - Svetlana Zakharova - Roberto Bolle - ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala K61A2286 b X

Bolle e Zakharova in “L’Histoire de Manon” foto Brescia Amisano©Teatro alla Scala

Il sipario della Scala, sabato sera, si è aperto con un minuto di silenzio, una condivisione dolente tra pubblico, artisti, maestranze, direzione del teatro. «Tutti i nostri sentimenti sono con le famiglie, con la Francia… », ha sottolineato il sovrintendente Pereira di fronte allo sgomento, all’orrore per i fatti di Parigi. Una strage in un teatro, «come se qui entrasse qualcuno con un kalashnikov e si mettesse a sparare e uccidere (…). Credo che i tecnici, i ballerini, gli orchestrali faranno tutto il loro meglio per ricordare quanto è successo».

Una recita particolarmente sentita, danzata con sentimento, come vuole del resto il balletto in questione “L’Histoire de Manon”, uno dei titoli più amati di Kenneth MacMillan, musica di Massenet, cast stellare con Roberto Bolle e Svetlana Zakharova. La prima doveva essere giovedì 12, saltata per sciopero, e quindi l’apertura delle recite è slittata a sabato, con gli animi di tutti profondamente scossi dalla strage di Parigi.

l'histoire de Manon - Svetlana Zakharova - Roberto Bolle - ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala K61A2702 b X

“L’Histoire de Manon” è un balletto tragico, pieno di speranze disattese e di dolore, una storia che corre verso un destino di morte. Zakharova e Bolle hanno attraversato i tre atti con pieno sviluppo dei ruoli, la giovinezza che tutto può del primo atto, il miraggio della ricchezza e la perdizione del secondo atto, la violenza e la fine nel terzo atto. Un racconto che procede tra passi a due pieni di citazioni tra un atto e l’altro, dove l’amore sembra poter vincere su tutto, ma purtroppo la realtà è un’altra. Applausi sentiti e calorosi per i due protagonisti, ma anche per tutto il corpo di ballo, per Alessandra Vassallo (sfavillante nella parte dell’amante di Lescaut), Antonino Sutera (Lescaut), Alessandro Grillo (perfido Monsieur G.M.), per l’orchestra, guidata da David Coleman.

In scena fino al 20 novembre. Il 18 e il 20 a danzare con Claudio Coviello sarà la new entry Sarah Lamb. Cast completi e date sul sito della Scala.

CondividimiTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Galeazzi & Friends

Mara Galeazzi - Ossein- Gala 30-10-15

Mara Galeazzi, sopra in “Ossein” di Wayne McGregor, è stata ospite con il suo gruppo di Friends al Teatro Carcano di Milano per la chiusura di Expo. Galeazzi è un’artista di respiro, attualmente Principal Dancer ospite del Royal Ballet di Londra, di cui è stata parte fino al 2013. Oggi la ballerina, insieme alla figlia e al marito vive in Oman (il suo compagno lavora nel Teatro d’Opera di Muscat), ma non ha per questo smesso di occuparsi di danza e balletto.

Al Carcano Galeazzi ha portato un ottimo e tutt’altro che scontato programma, con coreografie di artisti come Wayne McGregor, William Forsythe, Christopher Wheeldon, alternate con hit classici e novità. Ad aprire il gala la stessa Galeazzi con Gary Avis, del Royal Ballet, in “From the Shade”, debutto di Tim Podesta, un pezzo lirico e melanconico danzato all’ombra di una lampada. Tra i titoli interpretati da Galeazzi un nota particolare va a “Ossein” di Wayne McGregor, assolo inquieto che vuole un corpo pronto ad abbracciare la tenuta nervosa dei muscoli, il fremito del volto, le fratture del movimento: un pezzo nato al maschile che McGregor ha dato però volentieri a Mara. E il graffio interpretativo della ballerina italiana, trasferitasi al Royal Ballet di Londra giovanissima, dopo essersi diplomata alla Scuola della Scala, gli ha dato ragione.

Anna Tsygancova-Jozef Varga- DUET-

Tra gli altri protagonisti del gala Elena Vostrotina e Raphael Coumes Marquet del Dresden Semperoper hanno danzato con consapevole piglio energetico l’intramontabile passo a due di “In the Middle Somewhat Elevated” di Forsythe, grande eleganza stilistica e sottigliezza espressiva per Anna Tsygankova che con Jozef Varga (entrambi vengono dal Dutch National Ballet) ha svettato per lirismo nel “Duet” di Christopher Wheldoon su musica di Ravel (foto sopra) oltre a cimentarsi con dovuto smalto nel pas de deux del cigno nero dal “Lago dei cigni” di Petipa.  A completare il cast dei Friends Alexandra Lo Sardo e Jon Alex Fransson ne “La Sylphide” (ottime le batterie maschili) e nello scherzo “Cacti” di Alexandrer Ekman.

Un’artista da invitare più spesso in Italia, Mara Galeazzi, una nostra étoile all’estero (si ricordi che nei paesi anglosassoni Principal Dancer equivale a étoile) di rilevante spessore.

 

CondividimiTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

New York: Prada e la danza2

'Fortuna Desperata' Rehearsals NYC_1.11.2015_ph credit Ale Chad Watterson

David Hallberg in “Fortuna Desperata” di Francesco Vezzoli a New York, costume Prada foto Ale Chad Watterson

News da New York. Il Principal Dancer dell’ABT e del Bolshoi David Hallberg ha inaugurato ieri sera nella Chiesa di St. Bart di New York il festival Performa 15 nell’evento “Fortuna Desperata” ideato dall’artista italiano Francesco Vezzoli. Basato su testi storici riguardanti le danze delle corti italiane del Quattrocento, “Fortuna Desperata” si lega al contributo della storica della danza Deda Cristina Colonna per la coreografia e di Prada per il costume.

Vezzoli: «Il costume realizzato da Prada per David Hallberg è la perfetta metafora del progetto “Fortuna Desperata”, è filologico nella foggia pseudorinascimentale, ma ipermodernista nei tessuti. Preparare un balletto basato sulla coreografia concepita nel 15° secolo mi fa sentire un ‘Archeologo del movimento’».

VEZZOLI HALLBERG_HD.jpg

Bozzetti realizzati da Fabio Zambernardi, design director di Prada e Miu Miu

Deda Cristina Colonna: «Hallberg è stata una scelta speciale perché il suo repertorio abituale è decisamente distante da questa forma di pratica. Ogni fibra del suo corpo è naturalmente in sintonia con la danza». Hallberg: «La collaborazione con Vezzoli mi ha permesso di immergermi in uno stile di danza che non avevo mai affrontato. La danza sociale del Rinascimento precede di secoli il balletto classico. Mi affascina come lo stile che la caratterizza si sia evoluto nella nascita del balletto classico. È uno studio accademico rivisitato da due artisti di oggi, che crea un intrigante equilibrio».

 

 

CondividimiTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+