Guillem, the last dance

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Sylvie Guillem, qui da bambina nell’immagine guida del suo farewell tour, l’avevamo applaudita a luglio con commozione al Carlo Felice di Genova. Pensavamo che non l’avremmo più vista danzare e invece, a sorpresa (ed è stata un’iniziativa doverosa) lo spettacolo d’addio è arrivato ieri sera in corner anche a Milano, agli Arcimboldi.

Puntualmente si è rinnovato il calore verso una serata di spessore, ideata con intelligenza e profonda consapevolezza della danza di oggi. Pubblico delle grandi occasioni, fan, amanti della danza hanno salutato un’artista che in passato ha danzato tante volte alla Scala, stregandoci nei titoli più classici come un lontano “Lago dei cigni” di Nureyev (indimenticabile il suo Cigno nero) e in balletti narrativi come “Histoire de Manon”, “Romeo e Giulietta”, Marguerite et Armand”, sempre in coppia con Massimo Murru, presente ieri sera come in molte altre tappe del tour, tra il pubblico.

Non recensiamo di nuovo qui la creazione di Akram Khan, il magnifico duo al femminile danzato con Emanuela Montanari su coreografia ad hoc di Russell Maliphant, il duo al maschile di Forsythe, il toccante assolo di Mats Ek. Lo abbiamo fatto a luglio sul manifesto e su danzon.

Ci teniamo però a sottolineare ancora una volta la bellezza di un singolare programma d’addio alle scene, certi di ritrovare Sylvie in futuro al centro di progetti di cui parlare. Che siano di danza, balletto, teatro o delle balene da salvare di cui occupa l’organizzazione no profit Sea Shepherd appoggiata dall’artista. A presto, Sylvie.

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Gala di stelle e Vaziev al Bolshoi

 

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Roberto Bolle in “Prototype” di Massimiliano Volpini, al Gala des étoiles (foto Luciano Romano)

Mentre il pubblico della danza era in attesa di saperne di più sul “Gala des étoiles” che chiude alla Scala il 30 e il 31 l’EXPO, ieri il mondo del balletto è stato scosso dalla notizia che Makhar Vaziev lascerà la Scala per andare a dirigere da marzo 2016 il Ballo del Bolshoi. Ne parliamo oggi anche sulle pagine de il manifesto, a seguito della notizia data nella giornata di ieri dal Bolshoi e dal comunicato diffuso in serata dalla Scala che così si apre: «La direzione del Teatro alla Scala ha appreso da un comunicato del Teatro Bol’šoj che Makhar Vaziev ha accettato di assumervi la posizione di Direttore del Ballo pur avendo firmato un contratto per altri tre anni di Direzione del Ballo del Teatro alla Scala dal settembre 2015 al luglio 2018, contratto perfezionato in data 3 settembre».

Il toto direttore Scala sulla stampa e nell’ambiente è già iniziato, circolano ipotesi e nomi, che spaziano da Roberto Bolle, ancora nel pieno della attività d’étoile sia alla Scala che all’American Ballet Theatre, al coreografo Heinz Spoerli, che ha diretto per molti anni il Balletto di Zurigo, a Frédéric Olivieri, già alla testa in passato del Ballo prima di dirigere la Scuola. Per ora nulla di certo, solo la nota del teatro che così recita: «Il Teatro alla Scala provvederà in tempi brevi alla nomina di un nuovo Direttore del Ballo. Il Sovrintendente, d’intesa con il Direttore Principale, valuterà i candidati che possano corrispondere al grande livello del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala». Alla testa del teatro moscovita Vaziev andrà a sostituire Sergej Filin, il direttore noto alla cronaca internazionale per aver subito un attentato con l’acido per cui ha rischiato di perdere la vista.

light rain2 Lucia Lacarra-Marlon Dino

Confermati tutti gli appuntamenti della Stagione di Balletto già annunciati per i prossimi mesi, sono stati rivelati titoli e ospiti protagonisti venerdì e sabato del “Gala des étoiles”. Diretto dalla bacchetta di David Coleman, il Gala si aprirà con Lucia Lacarra e Marion Dino in “Light Rain” di Gerald Arpino (nella foto sopra), seguito da Melissa Hamilton (nell’immagine sotto, foto di Alice Pennefather), e Claudio Coviello in “L’Histoire de Manon”. Dino e Lacarra danzano anche “Three Preludes” di Stevenson.MANON ©ROH, 2014. Melissa Hamilton Photographed by Alice Pennefather AP2014 MANO7775

Maria Eichwald e Mick Zeni danzano “La rose malade” di Roland Petit, Alina Somova e Leonid Sarafanov “Gran Pas Classique” di Gsovskij. Roberto Bolle non solo danzerà per la prima volta alla Scala l’avveniristico e coinvolgente “Prototype” creato sulla sua storia e carriera da Massimiliano Volpini, ma riproporrà anche il seducente passo a due della camera da letto di “Carmen” di Roland Petit con la rapinosa Polina Semionova (nella foto sotto di Marco Brescia).

Carmen - Polina Semionova Roberto Bolle hp Marco Brescia-Teatro alla Scala IMG_1781L’étoile scaligera Svetlana Zakharova incarnerà un must del balletto di primo Novecento, “La morte del cigno” di Fokine (ritratta nella foto sotto, di Pierluigi Abbondanza), e chiuderà il gala con il pas de deux da “Il Corsaro”, insieme a Leonid Sarafanov.

la morte del cigno Svetlana Zakharova - ph Pierluigi Abbondanza 2 495

La regale prima ballerina della Scala, Nicoletta Manni (sotto nella foto di Marco Brescia ©Teatro alla Scala), interpreterà un cult del virtuosismo, il pas de deux da “Don Chisciotte” con il focoso Ivan Vasiliev, che insieme a Maria Vinogradova danzerà anche il pas de deux da “Spartacus”.

Nicoletta Manni Don Chisciotte - ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala  425_K65A0165 x

Romeo e Giulietta - Massimo Murru - ph Marco Brescia-Teatro alla Scala IMG_6565L’étoile del teatro Massimo Murru (nella foto di Marco Brescia, ©Teatro alla Scala), dopo il recentissimo e felice ritorno in Scala nella “Bella” di Ratmansky con il ruolo pantomimico quanto coinvolgente di Carabosse, lo rivedremo al Gala in un classico ruolo della sua carriera: “Romeo e Giulietta”. Ballerà il pas de deux del primo atto insieme alla toccante Maria Eichwald.

Lo spettacolo sarà ripreso a cura di RAI – Radiotelevisione Italiana e trasmesso il 30 ottobre in diretta nazionale e internazionale e sul circuito cinematografico digitale. Trasmissioni in diretta televisiva: Italia, RAI 5; Repubblica Ceca, Ceska televiza;  Russia, Vgtrk. Trasmissioni in differita televisiva: Slovenia, RTV Slovenija; Giappone, Tohokushinsha. Trasmissioni in diretta nei Cinema: Circuito All’opera in Francia, Paesi francofoni europei e Spagna; Circuito Abramorama in USA. Trasmissioni in differita nei Cinema: Circuito Palace Entertainment in Australia; Circuito SDC Corea in Corea; Circuito Sony in Giappone; America Latina, Inghilterra, Irlanda, Italia.

 

 

 

 

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Quando la danza ti porta con sé

MarieChouinard_HenryMichaux_PHSMarieChouinard_1Carol Prieur, “Henri Michaux: Mouvements” di Marie Chouinard, foto Marie Chouinard

Un’inventiva che ti porta con sé nell’energia di una rapida in corsa: abbiamo visto tutti i titoli proposti dalla Compagnie Marie Chouinard al festival MilanOltre per il focus Québec, ne parleremo sabato su il manifesto, ma uno in particolare ci è rimasto nel cuore: “Henri Michaux: Mouvements”. 35 minuti in cui la danza è intelligenza visiva, pura emozione del corpo, rivelazione dell’umano che è in noi, capacità di farsi toccare da ciò che il nostro sguardo incontra.

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“Henri Michaux: Mouvements”, Compagnie Marie Chouinard, foto Silvie-Ann Paré

Già durante la sua carriera da solista (1978-1990), Marie Chouinard si era innamorata di Michaux, conosceva il suo magnifico “Mouvements”, libro fascinoso di disegni a inchiostro, arricchiti da un poema bellissimo sull’uomo e il movimento, e da una postfazione.

Nel 2005, per i dieci anni in compagnia di Carol Prieur, danzatrice che è l’emblema di cosa significhi crescere nel tempo a fianco di una stessa artista, con Chouinard da vent’anni, debutta in forma di assolo il primo lavoro su Michaux. Un processo creativo che Marie condivide con Carol. «A quell’epoca» ci ha raccontato Carol a Milano, «Marie aveva smesso di danzare. Mi ha portato il libro di Michaux, abbiamo iniziato a esplorarlo insieme nello studio. Mi ricordo che le ho chiesto una sola condizione, che lei danzasse con me. È stato un processo di creazione unico, insieme dentro il movimento, immergersi, incarnare le immagini con il nostro corpo e le parole… Entrare nella mente, nell’energia di Michaux, e stare anche connessa a come Marie trasformava Michaux nel suo universo».

MarieChouinard_HenryMichaux_PHSMarieChouinard_2Carol Prieur, foto Marie Chouinard

Il pezzo nasce come assolo, ma nel 2011 diventa una creazione di gruppo ed è così che l’abbiamo visto. L’assolo di Carol, in parte, apre la creazione, poi si trasforma in un trio e in un lavoro per la compagnia tutta. L’idea è semplice, ma quanto straripa di forza, gioia, originalità! Sullo sfondo bianco appaiono uno dopo l’altro i disegni di Michaux, il corpo li fa suoi con il movimento sui suoni folgoranti di Edward Freedman. Prima a destra, poi a sinistra dello sfondo, appaiono una dopo l’altra le pagine del libro con i gruppi dei disegni che noi vediamo trasformati in danza, in sensazione, in umore. E poi ci sono le parole: Carol a metà pezzo scivola al centro sotto il pavimento bianco da danza, con un microfono in mano. Le parole esplodono nella voce, nel corpo di Carol «…mouvements d’écartèlement et d’exaspération intérieure plus que mouvements de la marche/ mouvements d’explosion, de refus, d’étirement en tous sens…», mentre la danza degli altri continua nello spazio.

E quando si pensa di essere alla fine di questo viaggio formidabile, senza mai un attimo prevedibile, no, Chouinard ancora ci sorprende. Un cerchio di luce sulla sinistra, la danza che si fa stroboscopica sulla postfazione di Michaux. Geniale. Un pezzo che rivedremmo di continuo, con una compagnia di interpreti uno diverso dall’altro, personalità che si danno al pubblico con franchezza e sincerità assolute. Sarebbero da citare tutti, almeno nominiamo Megan Walbaum e l’italiana Valeria Galluccio.

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“Henri Michaux: Mouvements” foto Silvie-Ann Paré

Al teatro Elfo Puccini di Milano, per la ventinovesima edizione di Milanoltre, Chouinard ha portato tanti titoli: il rapinoso “bODY_rEMIX/gOLDBERG_vARIATIONS”, pezzo che debuttò alla Biennale di Venezia nel 2005, sempre potente sulle possibilità del corpo e del danzatore di darsi con verità pur nella creazione di un movimento non quotidiano ottenuto con strumenti e protesi; il nuovissimo “Soft virtuosity, still humid, on the edge”, una creazione pungente sui nostri tempi difficili, sull’umanità che si interroga sulla propria identità; il fulminante “Ètude no 1”, ancora con Carol Prieur, protagonista su ring blu di un assolo con claquette che ha fatto storia; “Les 24 Préludes de Chopin”, del 1999, un manuale di intelligenza e creatività da far vedere a chiunque ami la musica e la danza.

MarieChouinard_BodyRemix_PHMarieChouinard_3“bODY_rEMIX/gOLDBERG_vARIATIONS”, foto Marie Chouinard

Aperto con Milanoltre, il tour italiano prosegue nei prossimi giorni: 10 e 11 ottobre a Romaeuropa Festival, 13 ottobre al Teatro Comunale di Ferrara, 17 ottobre al Malibran di Venezia. A Roma in programma “Gymnopédies” e “Henri Michaux: Mouvements”, a Ferrara e Venezia due altri must del repertorio Chouinard: l’assolo “Prélude à l’Après-midi d’un faune” e “Le Sacre du printemps”, rivisitazioni incandescenti dei capolavori di primo Novecento di Vaslav Nijinskij, chanche perfetta per scoprire la lettura contemporanea del passato di una grande artista dei nostri tempi.

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