Ipnotica armonia con Odedra


Aakash Odedra e Sanjukta Sinha in “Tatha”, foto Jevansh Jhaveri

Si resta ammaliati dal flusso carezzevole di energia che si sprigiona dalla danza di Aakash Odedra. Se “Rising” ha stregato la platea del teatro dell’Elfo per l’incontro strepitoso tra segno contemporaneo e tradizione indiana, la prima europea di “Tatha”, in scena la scorsa domenica sempre al festival MilanOltre, ha portato il pubblico in una dimensione sospesa, rara di questi tempi. Un primo studio dello spettacolo era stato presentato quattro anni fa a Londra; nella sua forma completa è un lavoro composito formato da passi a due e assoli. La coreografia è dell’ottantenne maestro di Kathak, Kumudini Lakhia; la musica è dei Gundecha Brothers; Aakash balla con la danzatrice indiana Sanijukta Sinha.
Il primo duo è quello che resta, con l’assolo di Aakash, maggiormente nel cuore, per la bellezza di una danza giocata sulla circolarità del moto, sull’ipnotica energia centrifuga che si sviluppa verso il pubblico dal movimento dei due interpreti. C’è un momento splendido con Aakash al centro che ruota in una direzione, e Sanijukta che ruota in tondo, all’esterno, nell’altro verso. Una figurazione astrale che si intreccia con i momenti più intimi tra i due. Una danza d’amore che respira nello spazio.
Nella memoria resta anche il piacere di lasciarsi prendere da un moto dinamico pieno di sfumature eppure mai violento, pur nella rapidità a volte quasi parossistica dei giri, chiusi da perfette e estatiche pose.
Nel suo assolo Sanijukta ci porta nel racconto della danza indiana con bellezza e eleganza, anche se è Aakash a colpire maggiormente il pubblico. Il movimento di Odedra, cresciuto nell’incontro tra tradizione indiana e danza contemporanea, svetta per la qualità unica della modulazione del gesto, per i movimenti di braccia, di polsi, di mani, tutt’uno con la direzione del moto del corpo e con lo sguardo. Una danza tra passato e presente dal respiro personale.

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Angelo Greco, Basilio a 19 anni


Angelo Greco e Lusymay Di Stefano ieri in “Don Chisciotte”, foto Brescia Amisano ©Teatro alla Scala

Ore 14.30, 26 settembre: è una pomeridiana, ma al Teatro alla Scala, tra il pubblico, ci sono molti professionisti e esperti del settore, oltre a tanti giovani ballerini in erba, per il debutto di Angelo Greco nel ruolo principale del “Don Chisciotte” di Nureyev. 19 anni, fresco di diploma nel giugno scorso alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala diretta da Frédéric Olivieri con nel classico il massimo dei voti, Angelo Greco è appena entrato nel Corpo di Ballo del Teatro. Già da allievo si era fatto notare per l’ottimo mix tra sfolgorio tecnico e luce interpretativa: il suo Bim nel “Gaité Parisienne Suite” di Maurice Béjart piacque molto ed ebbe anche il caloroso apprezzamento di una béjartiana doc, l’étoile scaligera Luciana Savignano, che danzò negli anni Settanta al debutto del balletto.

Angelo Greco con Vera Karpenko in “Gaité Parisienne Suite” di Béjart foto ©Lidia Crisafulli, Accademia Teatro alla Scala

Nel “Don Chisciotte” Makhar Vaziev, direttore del ballo scaligero, ha dato a Angelo un debutto con i fiocchi. Insieme a Lusymay Di Stefano, uscita dalla Scuola due anni fa che ha lavorato su Kitri con piglio seduttivo, Angelo ha danzato il primo atto con la brillantezza gioiosa che lo contraddistingue nei ruoli di brio, impreziosendola di belle batterie, ottima elevazione, attenzione alla partnership. È un Basilio tutta gioventù, che osa e si tuffa nel racconto. Troverà la sua perfetta misura nel tempo, ma che debutto! Nel secondo atto, la variazione al chiaro di luna già rivela il potenziale più romantico del giovane danzatore (lo vedremo nel prossimo “Romeo e Giulietta”?), nel terzo atto il grand pas de deux conferma che si è di fronte a un ragazzo che farà molta strada: la sua variazione trascina per potenza e anima.
Ottima la prova del corpo di ballo: nei vari cast (tanti i ruoli che si alternano), segnalazioni a Vittoria Valerio (danzatrice di strada nei primi cast), Denise Gazzo (amica), Alessandra Vassallo (amica), Daniela Cavalleri (elegante Amore) con un “ben tornati!” per Francesca Podini (danzatrice di strada ieri pomeriggio) e Gabriele Corrado (Espada).

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Aakash Odedra apre MilanOltre


corto di Sally Hossack su “Rising di Aakash Odedra

È con Aakash Odedra che si inaugura sabato l’edizione 2014 del festival MilanOltre. Abbiamo visto questo giovane danzatore di origini indiane, che vive in Inghilterra, un paio di stagioni fa a BolzanoDanza, proprio con il bellissimo “Rising”, titolo d’apertura della due giorni con Aakash al Teatro dell’Elfo. Se infatti “Rising”, in scena sabato, è un titolo ideale per scoprire la bravura di un artista portavoce del meticciato linguistico tra Oriente e Occidente e interprete d’eccezione, nondimeno incuriosisce la prima europea di “Tatha”, creazione di Kathak di Kumudini Lakhia in cui Aakash danzerà domenica insieme alla danzatrice indiana Sanjukta Sinha.
Su “Rising” abbiamo trovato in vimeo un ottimo corto di Sally Hossack, visionabile anche in testa a questa pagina. Ci è piaciuto perché introduce “Rising” con estratti e interviste a Aakash e agli altri coreografi (e che nomi) coinvolti nello spettacolo: Akram Khan, Russell Maliphant, Sidi Larbi Cherkaoui. Lo spettacolo si apre con “Nritta”, a firma dello stesso Aakash, un pezzo di puro kathak indiano, giusto per capire subito come può essere portentosa la danza tradizionale indiana di cui Odedra è un profondo conoscitore.

Aakash Odedra in “Rising” foto Chris Nash
Russell Maliphant firma “Cut”, un cono ritagliato dalle luci al centro del quale Aakash ruota su se stesso a incredibile velocità: geometrizzazione dello spazio per un’immagine che resta nella memoria. “In the Shadow of a Man” è il terzo assolo: coreografia di Akram Khan, tema l’inconscio, strepitosa variazione di scapole e schiena. Finale con “Constellation” di Sidi Larbi Cherkaoui: una scena trasformata in volta notturna al brillare di lampade in movimento. Al festival molta danza italiana, a partire da “VOCset” della brava Ariella Vidach, in scena sabato alle 22, dopo Aakash.

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Bolle and Friends cartolina da Verona


Roberto Bolle e Alicia Amatriain foto @Luciano Romano

Quest’estate abbiamo recensito dall’Arena di Verona “Roberto Bolle and Friends”. Da qualche giorno sul canale you tube di ClassicaHD la cartolina che abbiamo realizzato a Verona è visionabile. Un’occasione per gustare attraverso le immagini l’amore del pubblico per il nostro artista, estratti dallo spettacolo in scena all’Arena e una lunga intervista con lo stesso Bolle sul gala e sulla sua carriera.

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Manni Sarafanov, avanti Don Chisciotte!


Nicoletta Manni in Kitri foto Brescia Amisano ©Teatro alla Scala

Eccola Nicoletta Manni, giovanissima prima ballerina della Scala, tecnica eccellente e grande sensibilità, che per la prima volta a Milano ha interpretato lo sfaccettato ruolo di Kitri nella versione di “Don Chisciotte” di Nureyev. Al fianco del blasonato ospite Leonid Sarafanov, che di Don Chisciotti ne ha ballati assai, Nicoletta regala una Kitri che non si fa intimorire dalle difficoltà maliziose di cui è punteggiata la coreografia di Nureyev. Lasciandosi andare ancora con più coraggio al coté popolare del personaggio, Manni, che ha spirito e intelligenza interpretativa tra le sue frecce, non potrà che far crescere la sua Kitri. Nel sogno è già perfetta: eleganza sospesa, lunghe braccia morbide, volto incantato, è la Dulcinea di Don Chisciotte.

Nicoletta Manni nel ruolo di Dulcinea foto Brescia Amisano ©Teatro alla Scala

Sarafanov strappa applausi con velocità e leggerezza, come gli è consueto. La partnership tra i due funziona. Sarafanov, con la sua esperienza, guida con scioltezza Manni nella sua presa di ruolo e insieme, nel grand pas de deux finale, brillano per sintonia. Danzeranno ancora in coppia domani sera.

Manni e Sarafanov nel grand pas de deux finale foto Brescia Amisano ©Teatro alla Scala

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